No al personale sanitario nelle case Peep

1 Aprile 2020

I residenti scrivono a prefetto e Asl per bloccare la proposta del Comune. L’assessore Zavarella: non ci saranno pericoli 

SULMONA. Dopo anni di attesa per entrare nelle case di ultima generazione alla zona Peep, dovranno dividere lo stabile con i sanitari impegnati nell’emergenza coronavirus. La proposta dell’amministrazione comunale di Sulmona fa ripiombare nell’incertezza e nella preoccupazione i residenti e gli assegnatari dei sei appartamenti del Contratto di quartiere su viale delle Metamorfosi, che sono entrati tra settembre e ottobre scorsi.
Per questo, gli affittuari a canone concordato dei moderni appartamenti con isolatori antisismici e classe energetica tra le più alte, hanno scritto una lettera a prefettura e Asl per chiedere rassicurazioni sull’operazione annunciata dall’amministrazione comunale.
«Vogliamo chiarimenti sulla proposta di ospitare negli alloggi sfitti personale sanitario che lavora con pazienti Covid-19 o persone in quarantena o che hanno superato il virus e devono rimanere in isolamento», scrivono i residenti. «Abbiamo esposto agli organi competenti i nostri timori e perplessità. Siamo solidali con il personale sanitario che svolge il proprio lavoro con abnegazione, ma chiediamo formalmente assunzioni di responsabilità degli organi preposti rispetto alla sicurezza dello stabile e chi lo abita».
Da qui l’appello a un’attenta valutazione: «Purtroppo l’annuncio inatteso del Comune ha creato anche dissidi tra gli inquilini e alcuni sanitari, che si sono sentiti offesi da parole pronunciate in un momento di sconforto e in un clima di tensione emotiva già notevole», aggiungono gli inquilini . «Il decreto Cura Italia fornisce ai Comuni mezzi e poteri per mettere in sicurezza personale sanitario e cittadini. Noi ci sentiamo cittadini di serie B, esposti nelle nostre case a eventuali pericoli di contagio».
L’assessore alla Protezione civile Salvatore Zavarella, nei giorni scorsi aveva spiegato la questione: «Mi sono attivato individuando diverse strutture tra cui gli alloggi della zona Peep. In questo caso, qualora si rendesse indispensabile il loro utilizzo, provvederemo a rendere completamente autonoma la parte da destinare all’emergenza, realizzando divisori per separare gli accessi e le scalinate. Le famiglie che vivono lì e il comando della Guardia di finanza non avranno nessun spazio in comune. Anche i portoni di ingresso saranno diversi. Lancio un appello affinché ciascuno aggiunga un piccolo pezzo di mattone alla diga che stiamo innalzando attorno alla Valle Peligna».
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