«No all’arrivo di un altro commissario»

12 Agosto 2018

La Salvati chiede un dietrofront. Polemico il Movimento 5 Stelle. Per la Lega è «la fine di una farsa»

SULMONA. Tante le reazioni alle dimissioni del sindaco Annamaria Casini. Per il movimento Sbic «è necessario che la comunità diventi forte e partecipe così da imprimere alla città una indispensabile, nuova, vera spinta civica». Sbic ricorda, a tal proposito, di aver denunciato già in campagna elettorale «la fragilità strutturale del finto civismo, orientato solo al potere, culminata ora nelle dimissioni del sindaco». Un invito alla Casini a ripensarci arriva dalla consigliera comunale Roberta Salvati. «Il sindaco, oggi dimissionario, rifletta bene, c’è ancora tanto da lavorare al servizio della città. Il mio appello e incoraggiamento non è dettato da alcun interesse se non quello per la città, che vedrebbe spalancarsi ancora una volta le porte a un commissariamento. È un appello che faccio con il cuore, da sulmonese e da donna verso la prima donna eletta dai cittadini alla guida della nostra Sulmona».
Viene dalla Confesercenti «un appello a tutte le forze vive della città, affinché ciascuno si assuma le proprie responsabilità per la ricostruzione di un percorso politico che possa condurre Sulmona fuori dal contesto di crisi permanente. Le dimissioni del sindaco confermano il disagio che la città di Sulmona sta vivendo». L’invito a tenere le antenne dritte arriva dal Movimento 5 Stelle che mette in guardia i cittadini dall’ennesimo «passaggio di testimone tra i soliti noti. Qualcuno preferisce lasciarle al caso, ma qui sembra che esista un filo conduttore chiaro e lineare tra le dimissioni del sindaco Casini e quelle, da poco annunciate, di Luciano D’Alfonso».
Lapidario il commento della Lega: «In questo caldo agosto, Sulmona accoglie festosamente due eventi: la fine della farsa dell’amministrazione comunale civico-cinica Gerosolimo-Casini e la conclusione dell’esperienza tragica del governo regionale. Una fine prematura, quella della giunta cittadina, ma già scritta. I cittadini non credono più alle costruzioni civico-ondivaghe, fatte per convenienza opportunità e sudditanza. Il civismo Gerosolimiano ha creato solo cittadini rassegnati più che delusi e questa consapevolezza, per chi vuol bene a Sulmona, è dolorosa». (c.l.)
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