«No alla centrale in un territorio a rischio sismico»
Il terremoto nel Reatino riarma la battaglia contro la centrale e il metanodotto della Snam. Prendendo spunto dai tragici fatti le associazioni ambientaliste rilanciano la pericolosità di impianti...
Il terremoto nel Reatino riarma la battaglia contro la centrale e il metanodotto della Snam. Prendendo spunto dai tragici fatti le associazioni ambientaliste rilanciano la pericolosità di impianti del gas in zone sismiche, anche se sulla rete gestita da Snam non ci sono state conseguenze. «Ancora una volta, come accade da circa un ventennio, è dunque l’Appennino centrale a essere interessato da sismi devastanti», rimarcano i Comitati cittadini per l’ambiente, il comitato no tubo e il gruppo di intervento giuridico onlus. «Diciannove anni fa quello dell’Umbria e delle Marche, 7 anni fa quello dell’Aquila, 4 anni fa quello dell’Emilia e adesso il terremoto del Reatino, Marche, Umbria e Abruzzo. Questa successione di eventi evidenzia come la dorsale appenninica sia, sotto il profilo sismico, la parte più vulnerabile dell’intera penisola. Ciò dovrebbe indurre i poteri pubblici ad agire nel pieno rispetto del principio di precauzione mettendo al primo posto la salvaguardia dell’incolumità dei cittadini. Obiettivo, questo, da perseguire ponendo mano a una grande opera di messa in sicurezza del territorio, attraverso la prevenzione sismica, ma anche evitando mega infrastrutture che ne aumentino i rischi». (f.p.)

