«No allo smembramento dell’Istituto Serpieri»

2 Luglio 2019

Dissenso alla proposta del sindaco Di Nino (Pratola) da 20 colleghi marsicani Rigettata l’idea della dislocazione in dipartimenti nella Valle Peligna

AVEZZANO. Un’ipotesi di smembramento dell’Istituto Agrario “Serpieri”, proposta del sindaco di Pratola Peligna, Antonella Di Nino, ha suscitato perplessità e dissenso. Un summit partecipato e animato si è tenuto ieri e ha riunito circa venti sindaci marsicani e della provincia, insieme al consigliere provinciale Gianluca Alfonsi. Durante l’incontro, sollecitato dalla dirigente scolastica Paola Angeloni, si è parlato dell’ipotesi di dislocazione in dipartimenti nella Valle Peligna. Una proposta che ha avuto una ferma reazione dei sindaci del comprensorio marsicano che hanno opposto una levata di scudi unanime a quello che risulterebbe, di fatto, uno smembramento dell’Istituto. Il “Serpieri” è oggi articolato in quattro sedi, di cui una centrale ad Avezzano, e tre coordinate, a Castel di Sangro, a Pratola Peligna e a Sulmona. Ogni sede è in stretta correlazione con il territorio di riferimento, aree con chiare diversificazioni sotto il profilo del contesto socio-economico, cui l’istituto risponde con un’ampia e peculiare offerta formativa che, «in particolare negli ultimi anni», ha spiegato la dirigente, «è andata arricchendosi grazie anche alla costante innovazione negli spazi, nelle tecnologie e nelle attrezzature adottati, in grado di rispondere efficacemente alle istanze culturali e scientifiche del settore primario». A disposizione degli studenti, impegnati nei poderi didattici-dimostrativi come in laboratori diffusi e a cielo aperto, vigneti, un caseificio, laboratori per la trasformazione degli alimenti, un laboratorio per apicoltura e un mulino, un minifrantoio, allestiti nell’ambito del progetto di qualificazione dei laboratori che il “Serpieri” sta realizzando grazie ai fondi del programma Fsc 2007-2013, nonché, anche per la strumentazione avanzata, alla partecipazione a bandi europei e a Pon (Programma operativo nazionale), ai quali, sottolinea la dirigente, «è risultato sempre ai primi posti per la capacità di rispondere per risorse e potenzialità ai requisiti richiesti. Non merita di scomparire», ha aggiunto, «frammentato in diverse parti che verrebbero annesse ad altri Istituti con diversi indirizzi, visto anche il prestigio che ha riacquistato a livello locale e nazionale». Nell’incontro sono emerse la pluralità e la coesione tra le sedi, in grado di collaborare attivamente, che rappresenta la forza principale dell’Istituto. Ciò sparirebbe nella frammentazione e nell’annessione ad altri istituti con diversi indirizzi. «Saremo al fianco dei sindaci del territorio», ha sottolineato il consigliere provinciale Gianluca Alfonsi, «in prima linea per la prosecuzione di una storia prestigiosa e preziosa proprio per il forte legame che l’istituto Serpieri ha con esso, con la sua vocazione naturale. Non è ammissibile né un dimensionamento né una frammentazione, anzi, insieme ai colleghi Roberto Giovagnorio e Alfonsino Scamolla, porteremo avanti il progetto per il potenziamento e la valorizzazione dell’Istituto». Sul valore centrale dell’attività del “Serpieri” si è soffermata la sindaca di Luco dei Marsi, Marivera De Rosa, che ha ricordato il ruolo centrale dei docenti e degli studenti del “Serpieri” nel corso del primo G7 dell’Agricoltura e del Cibo, tenutosi a Luco nello scorso autunno. (p.g.)
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