No comment della Curia aquilana Rischia la sospensione a divinis

27 Marzo 2024

Una gigantografia del patrono degli ultratradizionalisti cattolici Marcel Lefebvre – vescovo scismatico e scomunicato da Giovanni Paolo II nel 1988 – per ricordare l’anniversario della morte del...

Una gigantografia del patrono degli ultratradizionalisti cattolici Marcel Lefebvre – vescovo scismatico e scomunicato da Giovanni Paolo II nel 1988 – per ricordare l’anniversario della morte del nemico numero 1 del Concilio ecumenico Vaticano II. «1991 - 25 marzo - 2024. Tradidi quod et accepi (Vi ho trasmesso ciò che ho ricevuto, ndr). 33 anni or sono ci lasciava il grande salvatore della messa antica di sempre, l’apostolo della tradizione. Grazie monsignore». Così ha scritto due giorni fa, sul suo profilo Fb, il prete condannato ieri per omicidio. Per una singolare coincidenza, la sentenza è stata pronunciata nel terzo giorno della settimana santa in cui la Chiesa cattolica fa memoria dello sdegno di Gesù che scaccia i mercanti dal Tempio, ma anche dell’annuncio ai discepoli del tradimento di Giuda. Evento che segna l’inizio della Passione e spinge a riflettere sulla fragilità umana, il tradimento e il perdono. Nessun commento alla sentenza (di fatto la terza di condanna da parte di un collegio diverso di giudici, anche se il secondo pronunciamento era stato annullato) da parte dell’arcidiocesi aquilana, cui appartiene il quiescente Piccoli. L’annuario lo annovera come «presbitero diocesano in altra diocesi». Rischia sanzioni come la sospensione a divinis, la proibizione di celebrare il culto e amministrare i sacramenti. Ma la linea è quella di attendere che la sentenza diventi definitiva. (e.n.)