Nocciole su terreni incolti Ferrero pronta a investire

15 Marzo 2017

Affollata assemblea a Celano, illustrati i dettagli del progetto voluto dal Comune L’assessore Fidanza: «È un settore in espansione e dalle potenzialità importanti»

CELANO. In tanti hanno risposto all’appello e sono pronti a impiantare noccioleti nei terreni incolti del Fucino. L’incontro promosso dal Comune di Celano ha suscitato la curiosità di molti, agricoltori e non solo. Il sindaco Settimio Santilli, in apertura di lavori, ha evidenziato l’importante operazione condotta dall’assessore alle Politiche agricole, Domenico Fidanza. Quest’ultimo ha inteso portare avanti un progetto per il rilancio e lo sviluppo dell’economia agricola. «Negli ultimi 20 anni», ha ricordato il sindaco Santilli, «si è assistito al venir meno di impianti industriali nella piana, come gli zuccherifici di Avezzano e Celano, che con la loro chiusura hanno arrecato un danno economico non solo alle maestranze impiegate al loro interno, ma all’intero indotto».

Fidanza, poi, ha fatto il punto della situazione nel Fucino e ha evidenziato come il progetto dei noccioleti può rappresentare un investimento per il futuro.

«Un’opportunità dalle potenzialità importanti», ha ribadito l’assessore celanese.

Nel corso dell’incontro, gli agronomi hanno illustrato le modalità per trasformare un terreno oggi incolto in un fondo che possa ospitare un noccioleto. Una vera e propria bonifica dell’area, dall’eliminazione delle acque che possono ristagnare alla qualità della terra. Sono state mostrate, inoltre, le tipologie di nocciole esistenti sul mercato. Un settore che ha sempre più bisogno di materia prima da mettere a disposizione delle industrie. Ed è qui che entra in gioco il Gruppo Ferrero, interessato al progetto di Celano. I proprietari dei terreni, se interessati, potrebbero procedere alla coltivazione diretta del fondo, oppure potrebbero affittare i propri terreni. La pianta della nocciola impiegherebbe un tempo di almeno nove anni prima di arrivare a produrre il frutto che verrebbe poi acquistato dall’industria. Un tipo di coltura che comunque servirebbe non solo a riattivare terreni ormai abbandonati, ma anche, grazie proprio alla tipologia di pianta, a dare una maggiore sicurezza sul fronte idrogeologico, proprio grazie alle sue peculiarità. Hanno partecipato all’assemblea, oltre al sindaco Santilli e all’assessore Domenico Fidanza, il manager del gruppo Ferrero, Fabio Piretta, il consulente Giuseppe Liso, il rappresentante dell’Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare), Ettore Fieramosca, l’agronomo del Gruppo Ferrero, Francesco Arducci, i consulenti per i Comuni di Cerchio e San Benedetto dei Marsi, Sergio Cerasani e Francesco D’Amore.

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