Nocs ucciso, 25 anni di misteri

Sequestro Soffiantini e “fuoco amico”, prescrizione per due agenti coinvolti
CARSOLI. Il caso del sequestro Soffiantini si chiude dopo 25 anni con l’ennesimo dubbio. Una vicenda già finita tra i casi poco chiari degli anni Novanta e che ha continuato a far parlare di sé per molto tempo. L’ultimo capitolo giudiziario del sequestro di Giuseppe Soffiantini, l’imprenditore bresciano liberato in un blitz degli uomini del Nocs della polizia, si chiude con una prescrizione. Il salvataggio dell’imprenditore comportò la morte di uno degli agenti, Samuele Donatoni, colpito apparentemente da fuoco amico per un errore, nel territorio di Riofreddo, nei pressi di Carsoli. Ora, come riportato dal Corriere della Sera, è arrivata la pronunciata in corte d’Assise con la formula del «non doversi procedere per intervenuta prescrizione» a carico di due poliziotti accusati di calunnia. Secondo la procura, che aveva chiesto il carcere per entrambi, i due agenti del Nucleo operativo centrale di sicurezza, Stefano Miscali (sette anni la richiesta di condanna) e Claudio Sorrentino (8 anni sollecitati dal pm), avrebbero volutamente accusato la banda di rapitori di aver colpito l’ispettore Donatoni nel conflitto a fuoco della notte del 17 ottobre 1997 a Riofreddo, pur sapendoli innocenti. Un depistaggio di fatto che si inserirebbe in un più ampio ostacolo alla giustizia da parte degli agenti e di alcuni loro superiori, ma già archiviato nel 2016 per l’impossibilità di accertare i fatti, sebbene fortemente stigmatizzato dal giudice che emise la sentenza. Secondo il gip Battistini «è fondata l’ipotesi che Donatoni fu ucciso dal collega Miscali, ma si è continuato a registrare un impenetrabile clima di omertà fra le persone sentite che a volte hanno dichiarato anche cose contrarie a quanto detto in precedenza, come se la cosa più importante non fosse di ricercare la verità ma di far apparire meno clamoroso il fallimento dell’operazione». Una «pervicace cortina di protezione» a vantaggio di Miscali (che non era imputato per l’omicidio), la definiva il giudice elencando le tracce alterate, le prove sparite e le piste false opposte alle indagini. Il 17 ottobre 1997, a quattro mesi dal rapimento, due squadre parteciparono al blitz in provincia di Roma. Con Donatoni c’erano Miscali e Sorrentino incaricati di bloccare i rapitori. Un’altra, composta da Gianluca Granati e Mauro Pugliese, guidata da Vittorio Filipponi, doveva guardar loro le spalle. Donatoni venne colpito dal proiettile di una «Beretta 9 parabellum» in dotazione ai Nocs. I rapitori vennero arrestati, e Soffiantini liberato, il 9 febbraio 1998. A Carsoli la nuova sede della polizia stradale nel 2000 è stata intitolata a Donatoni.

