«Noi, gli scudettati di 50 anni fa»

12 Giugno 2019

Il prof Fugaro (ex rugbista) annuncia un’iniziativa a San Bernardino

«Siamo un piccolo nucleo di ex giocatori della grande famiglia del rugby, ultrasettantenni con picchi ancora più elevati. Qualche “acciacco” e tanti, tanti ricordi. Ci conosciamo da una vita! Per il piacere di stare ancora insieme abbiamo “inventato” appuntamenti periodici ordinari e molti altri straordinari. Nelle nostre serate scorre un fiume di ricordi che si riferiscono a quella partita, a quella situazione, a quegli episodi avvenuti in campo e fuori dal campo. Un tuffo nel bellissimo passato dove anche le lunghissime trasferte in treno o in autobus rappresentavano un divertimento e occasioni di conoscenze con persone di altri luoghi e di altre realtà sportive. Quanti ricordi! La nostra gioventù l’abbiamo vissuta così, con la gioia nel cuore e la passione per il rugby. «Siamo stati fortunati», ripetiamo spesso tra di noi. «Come siamo stati fortunati», ribadiamo per rafforzare questo nostro concetto. Abbiamo avuto con noi e attorno a noi persone meravigliose: presidenti, dirigenti, allenatori, accompagnatori e un pubblico eccezionale che ci ha sempre incoraggiato e spinto verso traguardi favolosi. Su tutto e su tutti la nostra fortuna è stata quella di aver conosciuto e seguito gli insegnamenti di Tommaso Fattori, nostra stella polare. La stagione 1968/69, quella del secondo scudetto, sono trascorsi cinquant’anni, fu una grande conferma del primo titolo del 1967/68: 22 partite giocate, 18 vinte e 4 pareggiate. Nessuna sconfitta.
“L’Aquila città del rugby”, così scriveva Baldo Moro, giornalista del Tempo, “...il rugby aquilano è unico come unica è la basilica di Santa Maria di Collemaggio, come unica è la basilica di San Bernardino”. Proprio prendendo spunto da quest’ultima citazione, noi, piccolo nucleo della grande famiglia del rugby aquilano, vogliamo ritrovarci con tutta la città alle ore 18,30 di domani, giovedì 13 giugno, proprio in questa meravigliosa basilica di San Bernardino, per assistere e partecipare a una santa messa nel ricordo di chi, del nostro piccolo mondo del rugby, ha raggiunto l’ultima meta».
*professore
ex rugbista campione d’Italia
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