«Noi lavoravamo e loro raccontavano favole»

1 Ottobre 2017

«Mancano pochi metri, ci separa solo una porta, ma non ci fanno aprire questo lucchetto. Ci stanno impedendo di entrare nella nostra Casa, il nostro stadio». Così la lettera dei giocatori, disperati,...

«Mancano pochi metri, ci separa solo una porta, ma non ci fanno aprire questo lucchetto. Ci stanno impedendo di entrare nella nostra Casa, il nostro stadio». Così la lettera dei giocatori, disperati, dell’Aquila Rc letta ieri al Fattori. «Siamo noi le uniche vittime dei loro sporchi giochi, ragazzi di 20 anni che hanno dimostrato i propri valori morali. Siamo gli unici che hanno creduto nel progetto voluto da Mauro Zaffiri, che vogliono portare avanti quel progetto e realizzarlo, onorare la sua memoria. Per un mese ci siamo allenati, credendo che c’erano persone che lavoravano per superare i problemi. Mentre noi preparavamo la partita, facevano i loro squallidi intrighi, sotterfugi, per garantirsi quel micropotere a cui tanto aspirano. Ci raccontavano la favoletta e lavoravano per affossare il nostro futuro. Come si può pensare che la città “tornerà a volare” quando a noi giovani si impedisce di lottare per il nostro futuro». (r.p.)