«Non ci facciamo mettere all’angolo»

Il presidente di Teramo: sono stati gli aquilani a far saltare l’accordo sulle sedi, noi preferiamo un unico ente regionale
TERAMO. «Siamo pronti alla fusione regionale, ma non ci facciamo mettere all’angolo dall’Aquila». Il presidente degli industriali della provincia di Teramo, Cesare Zippilli, sintetizza in questa frase la vicenda sfociata nella mancata nascita di “Confindustria Gran Sasso”. Secondo il massimo rappresentante dell’imprenditoria teramana quel progetto, che avrebbe portato alla saldatura con l’associazione aquilana a fronte dell’asse Pescara-Chieti, è stato superato dagli eventi e dalla più alta ambizione di approdare a unione delle forze in campo su base regionale. Zippilli, di freschissima nomina alla giuda degli industriali di Teramo, conferma la piena adesione al progetto di fusione che coinvolga tutte e quattro le province. «Non esiste che noi ci siamo tirati indietro», tiene a precisare, «la nostra volontà è sempre stata e rimane quella di creare una Confidustria regionale». Qualcosa, però, non ha funzionato nel momento in cui la giunta esecutiva abruzzese dell’associazione è arrivata alla stretta decisiva. «I documenti erano firmati, gli accordi presi», insiste il presidente, «ma è stata l’Aquila a non rispettare i patti». Una delle questioni irrisolte ha riguardato la distribuzione delle sedi a livello provinciale da cui Teramo sarebbe rimasta esclusa e che dunque non ha consentito di perfezionare l’operazione. A questo fa riferimento Zippilli quando parla di mancato rispetto degli accordi ed evoca il tentativo da parte dei suoi omologhi aquilani di schierarsi con aquilani e pescaresi ai danni dei teramani. La manovra per spostarsi verso l’asse Pescara-Chieti è considerata dal presidente di Confindustria Teramo una sorta di tradimento degli impegni già sottoscritti. «L’Aquila ha provato a metterci all’angolo», rivela, «ma noi non l’abbiamo permesso». Il processo di unificazione regionale dell’associazione degli industriali, però, non va azzerato. «Ribadiamo che questa è la proposta su cui puntare per il futuro», chiarisce Zippilli, «ma respingeremo ulteriori tentativi di relegarci ai margini del progetto». La volontà della Confindustria teramana resta quella di arrivare alla fusione. «Se siamo tutti d’accordo com’è stato affermato finora, meglio così», conclude il presidente, «altrimenti andremo avanti con chi ci vuole stare».
Gennaro Della Monica
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