Non gli danno da bere e sfascia i bar

14 Maggio 2018

Pratola, feriti il buttafuori e un giovane venezuelano che passava da quelle parti

PRATOLA PELIGNA . Non gli danno da bere, scoppia la rissa, e in due finiscono in ospedale. I fatti si sono svolti in via Carso, in pieno centro storico, a Pratola Peligna, dove si stanno tenendo i festeggiamenti in onore della Patrona. In due, poco dopo le tre del mattino di domenica, si sono presentati in un bar chiedendo da bere. La richiesta non è stata assecondata dal barista che si apprestava a chiudere l’attività, e che soprattutto aveva notato che i due erano già fortemente alterati dall’alcool. A questo punto, i giovani, entrambi di Sulmona, hanno dato in escandescenze gridando parolacce all’indirizzo del gestore, lanciando sedie nella strada e cercando di prendere il registratore di cassa. Per fermarli sono intervenuti il proprietario del bar e il buttafuori che nella colluttazione è rimasto ferito. L’intervento ha consentito di mandare fuori dal locale i due giovani e chiudere la serranda. Una mossa che ha evitato conseguenze peggiori al proprietario, buttafuori e avventori. A questo punto, però, i due non contenti, si sono accaniti su tavoli, sedie e le porte di questo e di altri locali dando vita ad una vera e propria scorribanda lungo il corso di Pratola. Durante l’azione è rimasto ferito un 19enne di origini venezuelane, sino a quel momento estraneo ai fatti, raggiunto in pieno volto da un pugno che gli ha spaccato l’arcata sopraccigliare. Quest’ultimo è stato trasportato in ospedale dal personale del 118 intervenuto sul posto. Le ferite del buttafuori e del giovane dovrebbero guarire in capo a qualche giorno. Un malore anche per il padre del proprietario del bar. Diversi i danni arrecati alle attività commerciali da parte dei due giovani. Sul posto sono arrivati i carabinieri allertati dai proprietari dei locali. I due hanno fatto perdere le proprie tracce dileguandosi nei vicoli del centro peligno. I militari guidati dal maggiore Florindo Basilico sarebbero già in possesso dell’identikit dei due aggressori, molto probabilmente, già noti alle forze dell’ordine per altri reati. Non si esclude la presenza di un terzo complice.
Federico Cifani
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