«Non smantellate i capannoni delle ditte»

14 Novembre 2015

L’AQUILA. Rischio di un nuovo stop nella ricostruzione, perdita di posti di lavoro e apertura di contenziosi con l’amministrazione comunale. Sarebbero questi, secondo gli esponenti del gruppo “Noi...

L’AQUILA. Rischio di un nuovo stop nella ricostruzione, perdita di posti di lavoro e apertura di contenziosi con l’amministrazione comunale. Sarebbero questi, secondo gli esponenti del gruppo “Noi con Salvini”, Daniele Ferella ed Emanuele Imprudente, gli effetti della delibera di giunta con la quale viene richiesto «lo smantellamento delle strutture operative provvisorie a servizio delle maestranze impiegate nei cantieri della ricostruzione».

«Bisogna sospendere immediatamente la notifica alle imprese», incalza Ferella, «che avrebbero un tempo massimo di 18 mesi per smantellare le opere e convocare urgentemente la seconda commissione consiliare per discutere l’atto e ascoltare le istanze delle associazioni di categoria Ance, Cna, Confartigianato e Api».

Il consigliere Ferella spiega che alcune società hanno costruito i capannoni solo pochi mesi fa e ancora non finiscono di pagarli. «Come possiamo chiedergli oggi», si interroga Il consigliere, «di disfarsene per pagare un affitto in una zona industriale o acquistare un altro immobile altrove».

E ancora: «Chi salderà il debito contratto dalla ditta per eventuali mutui? Quanti ricorsi faranno e chi ne pagherà le spese? Capiamo bene l’esigenza dell’ente di ripristinare lo stato dei luoghi originari e avviarci ad una normalità», prosegue Ferella, «ma in questo momento, con l’approvazione del 13esimo elenco dei contributi per la ricostruzione, chiedere alle ditte, nel pieno dell’attività, di procedere allo smantellamento di quelle che sono ormai diventate le loro sedi organizzative, significa mettere a rischio la loro operatività e, nella peggiore delle ipotesi, il blocco del cantiere con il licenziamento degli operai».

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