Non solo il terminal, la città presa di mira dai vandali

Muri imbrattati da scritte con la vernice spray e segnali stradali danneggiati Rotte anche le prese per ricaricare i telefoni sulle nuove panchine di via Verdi
L’AQUILA. Qualche cantiere qua e là, i palazzi rimessi a nuovo, le transenne che si prestano a fare da tavolozza a qualche velleità artistica, e poi tabelle divelte, segnali rimossi o semplicemente girati. Gli atti vandalici al tunnel di Collemaggio condannati dal sindaco Biondi non sono un fatto isolato.
Molti aquilani probabilmente non ci faranno neanche più caso, ma basta fare una passeggiata in centro storico per incappare in tante piccole situazioni di degrado e atti vandalici che sporcano l’immagine della città tornata a vivere. Gesti che vanificano tutto il lavoro e la fatica per rimetterla in piedi dopo il terremoto.
In via Cola dell’Amatrice, un po’ nascosta dietro ai cantieri, sta nascendo una discarica di elettrodomestici, proprio i cantieri sembrano il bersaglio preferito dai “graffitari”. C’è chi alla vernice spray affida messaggi incomprensibili, altri addirittura a sfondo filosofico, come «la felicità è reale» in via Sant’Agostino. A volte, come in via Duca degli Abruzzi, a essere preso di mira è l’intonaco nuovo di zecca di una casa appena restaurata, oppure una tabella della fermata dell’autobus. E non va meglio se ci si sposta al Parco del Sole dove, ormai da qualche mese, qualcuno ha sbriciolato la targa per i non vedenti che era posizionata all’ingresso dell’area. Un po’ più in alto, in mezzo all’erba, si notano tavole di legno di provenienza ignota.
Si salvano i parchi giochi, e qui il merito è senza dubbio delle telecamere posizionate dal Comune.
Ci sono poi cose che lasciano quantomeno interdetti, come ad esempio il motivo che ha spinto qualcuno a rompere il vetro della ricarica per il cellulare delle panchine tecnologiche di via Verdi. Visto che la ricarica era gratis, rompere il vetro appare come un dispetto a se stessi.
Qualcuno forse ha voluto fare uno sfregio agli automobilisti che girano in città, altrimenti non ci sarebbe altra spiegazione plausibile ai tanti cartelli stradali girati che si incontrano in città. Tanto per citarne alcuni: ce n’è uno prima della Fontana luminosa, e un altro in piazza della Prefettura che è stato girato col risultato quasi comico che lo stop lo dovrebbe rispettare chi entra nel cantiere.
Una citazione a parte meritano poi messaggi sotto i portici di San Bernardino, o quello strano osso dal valore di 5 euro disegnato in via Fabio Cannella all’incrocio con corso Vittorio Emanuele. In piazza Sant’Amico mancano i secchi dell’immondizia, e quindi qualcuno avrà pensato sia normale che per gettare bottiglie e bicchieri usati possa essere usato un tombino di cemento armato, poggiato in un lato della piazza.
Sono scene di ordinario degrado in una città risorta dalle macerie di una tragedia e che, al contrario, merita di essere aiutata a curare le ultime ferite del sisma.
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