Non sopporta i domiciliari, patteggia ed esce

26 Luglio 2017

SULMONA. Non riusciva più a sopportare gli arresti domiciliari e pur di uscire di casa è arrivato a chiedere al giudice di poter patteggiare la pena. E il giudice lo ha “accontentato”. Arriva la...

SULMONA. Non riusciva più a sopportare gli arresti domiciliari e pur di uscire di casa è arrivato a chiedere al giudice di poter patteggiare la pena. E il giudice lo ha “accontentato”.
Arriva la prima sentenza di condanna per i giovani che in un bar del centro aggredirono e mandarono all’ospedale un uomo di Bussi sul Tirino. Due anni di reclusione è la pena patteggiata ieri mattina, da Giuseppe Serva, il venticinquenne sulmonese, finito in carcere su ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip, Marco Billi, perché imputato di lesioni aggravate.
L’altro giovane coinvolto nella vicenda, Federico Rubino, resta invece sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di firma dopo la revoca degli arresti domiciliari.
La vicenda fa riferimento all’aprile scorso. La sera tra venerdì santo e il giorno successivo, subito dopo la conclusione della processione, un uomo di Bussi entrò in un bar del centro in compagnia della moglie perché doveva utilizzare il bagno. Ma mentre faceva la fila venne superato da Serva e da Rubino intenzionati a non rispettare il turno. Chiesta spiegazione del fatto l’uomo fu colpito prima alla nuca e poi al volto sotto gli occhi terrorizzati della moglie e degli altri clienti, riportando la frattura del setto nasale e oltre quaranta giorni di prognosi. A conclusione delle indagini i due giovani sono stati identificati dagli uomini della squadra Anticrimine del Commissariato di Sulmona, coordinati dall’ispettore capo Daniele L’Erario e su richiesta del pubblico ministero Stefano Iafolla spediti in carcere su ordinanza del gip Billi.
Ieri la decisione di Serva, difeso dall’avvocato Silvia Iafolla di patteggiare due anni di carcere. (c.l.)
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