«Non tutti gli scandali sono venuti alla luce»

3 Agosto 2015

Puntellamenti, parla l’avvocato Valentini la cui denuncia ha portato agli arresti Lupisella, il “grande accusatore”, chiederà al pm di essere ascoltato di nuovo

di Giampiero Giancarli

L’AQUILA

«. Quello che finora è emerso è poca cosa rispetto a quanto è effettivamente avvenuto. Ci sono altri appalti sui puntellamenti sui quali occorre approfondire. Dopo il sisma troppi scandali si sono susseguiti ai danni dei terremotati e non tutti sono venuti alla luce in modo compiuto».

Chi parla è l’avvocato Antonio Valentini, autore della denuncia che, raccolta dalla Procura, ha partorito l’inchiesta Redde rationem con gli arresti domiciliari a carico dell’ex assessore Pierluigi Tancredi e dei costruttori Mauro Pellegrini, Giancarlo Di Persio, Andrea Polisini, Maurizio Polisini, e ha portato a indagare altre 14 persone. Valentini, per la verità, ha presentato anche la denuncia che portò agli arresti, sempre per presunte mazzette, con l’inchiesta della polizia Do ut des e quella per la Grandi Rischi facendo la scelta di campo di non difendere i sospettati di truffe connesse al sisma.

«Questa nuova inchiesta», dice, «poggia sulle conoscenze dell’imprenditore Antonio Lupisella, il quale ha tante altre cose da dire. Sta di fatto che nei prossimi giorni chiederemo un nuovo interrogatorio alla magistratura per fornire ulteriori elementi e puntualizzare quelli già conosciuti in modo che possano essere passati al setaccio anche altri appalti sospetti».Che non necessariamente sono riconducibili agli attuali indagati. Lupisella, che comunque è indagato in questa inchiesta ma per reati di minore rilievo, ha avuto modo più volte di parlare e imbeccare gli investigatori. Una sua prima denuncia fu presentata nel novembre del 2011 nella quale parlava, tra le altre cose, di fatture per operazioni inesistenti. Nel marzo del 2103 Lupisella fu sentito in Procura con l’assistenza del suo difensore di fiducia sempre in merito a tali tematiche. Ma l’inchiesta non sembrava decollare.

Poi in seguito all’incontro del 10 febbraio dello scorso anno reso davanti al Pm, l’indagine dei carabinieri, ereditata dalla Finanza, ha portato a un’accelerazione investigativa sfociata nelle recenti custodie cautelari. Fermo restando che alcuni reati sono ormai prescritti.

«Gli scandali», conclude Valentini, «potevano e dovevano essere evitati mediante una normale attività di vigilanza mancata, quella che in gergo tecnico si chiama culpa in vigilando. Ci sono responsabilità morali e politiche. Mi chiedo come sia passata per la mente del sindaco, pur in quei momenti di concitazione, l’idea di avvalersi di Tancredi, già di Forza Italia, per dare una mano per la ricostruzione quando poi è stato costretto a escluderlo a furor di popolo».

Venendo a parlare più specificatamente dell’inchiesta, nella giornata di oggi, se verrà notificato il provvedimento del gip, si conosceranno le ragioni per le quali sono state confermate le misure cautelari.

Le difese, comunque, non demordono e stanno presentando ricorsi al Riesame per ricondurre l’indagine nei binari che ritengono più consoni. I sospettati sono assistiti dagli avvocati Riccardo Lopardi, Antonio Milo, Leonardo Arnese, Stefano Rossi, Maurizio Dionisio, Massimo Carosi.

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