Non versa i soldi dei buoni pasto: nei guai

Sigilli a un immobile di proprietà di un edicolante convenzionato con il Comune. L’ente reclama un credito di 75mila euro
L’AQUILA. Non versa al Comune i soldi dovuti per il servizio di ricarica elettronica dei buoni pasto per le mense scolastiche e finisce nei guai. I finanzieri della Compagnia dell’Aquila, su delega della Procura della Repubblica, hanno proceduto al sequestro di un immobile disposto dal gip del tribunale. Si tratta di una porzione dell’abitazione di proprietà di un edicolante, che aveva omesso di girare al Comune parte delle somme incassate. Le indagini sono scattate proprio in seguito alla denuncia presentata dal Comune, che aveva affidato il servizio in convenzione ad alcuni individuati esercenti aquilani.
Il servizio consentiva ai genitori di ricaricare i buoni pasto per le mense delle scuole dell’obbligo, in tabaccherie, cartolerie oppure edicole convenzionate, le quali, a fine mese, avrebbero dovuto riversare i relativi importi al Comune. All’esito delle indagini è emerso che un’edicola, incassato il denaro e ricaricato i buoni pasto, aveva trattenuto per sé le somme riscosse, maturando, tra novembre 2018 e gennaio 2019, un debito complessivo pari a 75.110,68 euro. Nonostante le reiterate diffide ricevute dall’ente, l’esercizio commerciale non è stato in grado di sanare la consistente posizione debitoria.
L’edicolante, quale incaricato di pubblico servizio, è stato denunciato per il reato di peculato e il relativo profitto sequestrato ai fini della successiva confisca per equivalente. Il problema della morosità legato ai buoni pasto (sia in relazione a genitori ritardatari sia ai mancati riscontri delle convenzioni fu sollevato dallo stesso assessore alle Politiche sociali Francesco Cristiano Bignotti. Il Comune ha poi sospeso alcune delle convenzioni, visto che quasi la metà degli esercenti abilitati non aveva versato i soldi incassati. Ci sono tre attività commerciali che devono ancora al Comune 200mila euro.(cr.aq)

