«Nostro padre rinato, la scelta va rivista»

Nory e Nino Cornelio di Celano hanno inviato una lettera al sindaco Settimio Santilli (foto) per sollecitare un intervento. «Come un fulmine a ciel sereno», scrive Nory anche a nome del fratello, «mi...
Nory e Nino Cornelio di Celano hanno inviato una lettera al sindaco Settimio Santilli (foto) per sollecitare un intervento. «Come un fulmine a ciel sereno», scrive Nory anche a nome del fratello, «mi sono vista recapitare l’avviso dalla struttura Rsa dove mio padre è attualmente ospitato. Ora, premesso che non conosco le vicende, né eventuali risvolti politici dei quali preferisco non parlare, mi chiedo come sia possibile che un comune come Celano possa privarsi di un tale servizio. La mia condizione familiare mi ha portato un anno fa a scegliere la migliore situazione per consentire a mio padre di continuare ad avere una vita decorosa senza una moglie e dei figli accanto. Dopo cambiamenti vari di strutture, tra le province di Teramo e L’Aquila, ho optato per Celano e papà è stato accolto nella Rsa “Immacolata” a giugno del 2017. È entrato in questa struttura in uno stato fisico e psicologico molto compromesso e per lui si era temuto il peggio. Sin da subito ha ricevute le cure e le attenzioni di cui aveva bisogno da tutto il personale medico e paramedico. Tutto ciò gli ha consentito di riprendersi e di raggiungere la serenità più assoluta. Le attività svolte e la quotidianità all’interno della struttura gli hanno permesso di ritrovare una seconda casa ma soprattutto una seconda famiglia. Questo mio messaggio vuole essere solo un motivo di riflessione su scelte che hanno un impatto importante sulle persone. Mi trovo, insieme ad altre famiglie, a dover fare una scelta riprogrammando e sconvolgendo completamente la mia vita e l’equilibrio che con tanto sacrificio avevamo raggiunto. Mi scuso per lo sfogo, ma da figlia e marsicana ferita sento il dovere di chiedere delle risposte e di valutare, ove possibile, anche una minima possibilità di rivedere una decisione così drastica e triste».

