Notaio condannato a risarcire 407mila euro

27 Giugno 2019

La Corte d’Appello: violazione dei doveri professionali in merito a una compravendita immobiliare

AVEZZANO. Un notaio marsicano, Mattia Valente, è stato condannato dalla Corte d’Appello dell’Aquila al pagamento di 407mila euro per aver violato i propri doveri professionali. La vicenda riguardava la stipula di alcuni atti notarili, e in particolare quelli relativi alla vendita di alcuni immobili di Ovindoli. Gli appartamenti, quattro in totale in una stessa palazzina, erano stati venduti tra ottobre 2012 e giugno 2013 dalla proprietaria, un’anziana di Ovindoli che in anni di sacrifici era riuscita a realizzare un piccolo patrimonio per la sua famiglia, a una terza persona. Secondo l’accusa, nel momento in cui il notaio procedeva alla stipula degli atti di vendita (a rate) era però a conoscenza della volontà dell’acquirente di rivendere gli appartamenti alla metà del prezzo di acquisto a un ulteriore acquirente (con un’unica soluzione). Sempre secondo l’accusa, gli immobili erano stati rivenduti lo stesso giorno, in un caso addirittura a distanza di 3 minuti, oppure il giorno successivo, o in un altro caso a distanza di qualche giorno. Tutto questo non solo non era stato comunicato alla proprietaria, ignara di tutto, ma era stata inserita nei rogiti la clausola di rinuncia all’ipoteca legale (cioè la possibilità di riprendere l’appartamento venduto in caso di mancato pagamento delle rate da parte dell’acquirente). Secondo la tesi della donna, difesa dall’avvocato Pietro Chichiarelli, c’era una chiara e inequivocabile intenzione dell’acquirente di non adempiere al pagamento rateale degli appartamenti. Il primo contratto di vendita per 108mila euro da versarsi in rate da 3mila euro mensili venne sottoscritto il 15 ottobre 2012 alle 18.56, mentre l’atto con cui l’acquirente aveva rivenduto l’immobile a una terza persona al prezzo di solo 54.600, pagato però immediatamente con due assegni, venne sottoscritto davanti allo stesso notaio alle 18.59 dello stesso giorno, quindi a distanza di soli 3 minuti dalla stipula del primo. La stessa cosa avvenne anche per gli altri tre appartamenti, se pure con somme diverse e tempi diversi. Per la Corte d’Appello «è ravvisabile la responsabilità del notaio per violazione dei doveri professionali assunti nei confronti della venditrice» perché «il notaio aveva l’obbligo di svolgere la propria prestazione professionale con la diligenza connessa a ruolo di protezione e garanzia assunto in conseguenza del conferimento del mandato professionale». Il notaio ha preannunciato ricorso in Cassazione e ha chiesto la sospensiva della sentenza, visto che in primo grado aveva avuto ragione.
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