Notifiche dopo 5 anni Il Tar: «Espropri validi»

L’AQUILA. Il decreto di esproprio relativo ai terreni sui cui sono state realizzate le abitazioni di emergenza post-sisma (Map, Musp e Progetto Case) è valido anche se notificato dopo 5 anni. Lo ha...
L’AQUILA. Il decreto di esproprio relativo ai terreni sui cui sono state realizzate le abitazioni di emergenza post-sisma (Map, Musp e Progetto Case) è valido anche se notificato dopo 5 anni. Lo ha deciso il Tar con due recenti sentenze: una riguarda il comune di Prata d’Ansidonia e un’altra il Comune dell’Aquila. Il ricorso nasce non tanto da problemi di illegittimità degli espropri ma dal fatto che le notifiche erano giunte ai proprietari dopo oltre 5 anni (che è il termine previsto dalla legge per le notifiche in caso di espropri per pubblica utilità). L’obiettivo di chi ha fatto ricorso era soprattutto quello di chiedere più soldi per i terreni espropriati nel 2009.
In sostanza, se le notifiche sono tardive anche gli espropri sono nulli e quindi i terreni o dovono essere “liberati” dalle strutture emergenziali che sono state costruite nel post sisma 2009 (cosa di fatto impossibile) o quegli stessi terreni vanno pagati per quello che sono oggi. Più chiaramente: visto che sopra ci sono delle costruzioni le aree vanno considerate edificabili. È noto che tra il costo di un’area “agricola” o simile e quello di una edificabile c’è un abisso. Nel ricorso veniva in particolare contestato che «la mancata notifica del decreto di esproprio agli interessati comporta l’inefficacia della dichiarazione di pubblica utilità con la conseguenza che il bene, in tal modo sottratto al legittimo proprietario, dovrà essere indennizzato o con la restituzione dello stesso e con il pagamento del valore dell’occupazione abusiva avvenuta, oppure se totalmente trasformato va indennizzato con il pagamento del valore attuale del bene, così come diventato a seguito della illegittima acquisizione».
I giudici del Tar hanno bocciato il ricorso perché «a normativa emergenziale, in deroga alla normativa vigente, prevedeva che non doveva procedersi per le evidenti ragioni di urgenza alla notifica ai proprietari ma era sufficiente la pubblicazione all’albo del Comune che determinava così l’inizio di efficacia dei provvedimenti adottati». Inoltre, e questo è l’argomento decisivo, «con deliberazione del consiglio comunale di Prata d’Ansidonia del 6 maggio 2014 –accompagnato da decreto del sindaco quale soggetto attuatore – l’occupazione d’urgenza, effettuata in data 25 settembre 2009, è stata prorogata per ulteriori due anni come consentiva la legge. La proroga biennale è stata quindi disposta prima della scadenza quinquennale a decorrere dall’occupazione d’urgenza (2014) e il decreto di espropriazione del 9 agosto 2016 è stato emesso prima della nuova scadenza, cioè 25 settembre 2016». Sostanzialmente con le stesse motivazioni è stato bocciato un ricorso che riguardava aree in via Ficara, all’Aquila, dove erano stati costruiti moduli scolastici tuttora utilizzati. (g.p.)
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