Nova Salus, occupazione a rischio

9 Maggio 2016

I sindacati incontreranno l’Asl e la proprietà per scongiurare i tagli

TRASACCO. Crisi occupazionale alla clinica Nova Salus di Trasacco dove si profila una riduzione di personale. Una parte dei sessanta dipendenti potrebbe, infatti, perdere il posto di lavoro. Per impedire questa eventualità sono già al lavoro le parti sociali. I sindacati, che nei giorni scorsi hanno già incontrato la proprietaria Lucia Di Lorenzo e il direttore amministrativo Domenico De Angelis, hanno chiesto e ottenuto un vertice – che si terrà nelle prossime ore – con la proprietà e la direzione dell’Asl. Intanto, proprio dall’incontro avuto con la proprietà, si è arrivati a un accordo che prevede il non ricorso, nell’immediato, ad iniziative di protesta per consentire di esaminare meglio la situazione, per poter trovare soluzioni volte alla salvaguardia dei posti di lavoro. Una comunicazione sullo stato di crisi della clinica è stata già inviata anche all’assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci. «Auspichiamo che emerga la possibilità di tutelare il personale della struttura marsicana», ha spiegato Giuseppe Capoccitti della Cisl Fp, «in modo da evitare i licenziamenti previsti». La Nova Salus ha incorporato a dicembre 2014 la Residenza sanitaria Villa Gaia di Lecce nei Marsi. Ma nonostante gli sforzi compiuti per raggiungere una fase di assestamento permane, a detta della struttura, la grave crisi. Una delle cause sarebbe il mancato accoglimento della richiesta di trasformazione nonché delle mancate autorizzazioni da parte dell’Unità di valutazione multidimensionali (Uvm). Era stata chiesta infatti l’attivazione delle prestazioni in regime residenziale estensivo (ex articolo 26). Inoltre la Nova Salus non ha ricevuto dal dicembre del 2014 nessun tipo di remunerazione dalla Regione, nonostante abbia regolarmente assistito i pazienti autorizzati dalla stessa Uvm.

Pietro Guida

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