Nove assoluzioni e una condanna per i fondi alla squadra di calcio

27 Aprile 2022

Celano, i dieci ex amministratori e dirigenti comunali erano stati citati in giudizio dalla Corte dei Conti   Soltanto l’allora dirigente del settore tecnico dovrà risarcire 20mila euro alle casse del Municipio

CELANO. Una condanna e nove assoluzione per i finanziamenti del Comune di Celano alla locale squadra di calcio. La sezione giurisdizionale per l’Abruzzo della Corte dei Conti ha infatti respinto con pronuncia definitiva la richiesta di condanna nei confronti di Filippo Piccone, ex sindaco, Vittoriano Frigioni, Cesidio Piperni, Settimio Santilli (attuale sindaco), Ermanno Bonaldi, Ezio Ciciotti, Adelio Di Loreto, componenti dell’allora amministrazione, Mauro Passerotti e Daniela Di Censo responsabile del settore finanziario, e ha invece condannato Federico D’Aulerio, dirigente del settore tecnico, al pagamento di 20mila euro a favore del Comune di Celano. I 10 erano stati chiamati in giudizio, per 140mila euro, davanti alla Corte dei Conti con l’accusa di aver erogato illegittimamente fondi a favore della società Celano Fc Marsica (ex Olimpia Celano Fc) per le stagioni sportive 2013-2014 e 2014-2015, al fine di consentire l’iscrizione della squadra al campionato di calcio in serie D e sostenerne in vario modo le attività. Tutto ciò e altro era stato rilevato in un rapporto della Finanza risalente al 4 luglio 2017. Il Comune fu accusato di aver trasferito fondi alla società sportiva «violando e travalicando i limiti della convenzione in essere» all’epoca dei fatti, convenzione che prevedeva la partecipazione dell’ente pubblico ai soli costi di gestione dei due impianti sportivi affidati alla società, sempre che gli stessi fossero documentati (a preventivo e consuntivo) e riconosciuti ammissibili. Secondo i giudici della Corte dei Conti, si trattava però di un’operazione di sostegno allo sport locale, basata su motivazioni «tutt’altro che irragionevoli» e rientranti a pieno titolo nelle competenze dell’ente locale, adottata peraltro sotto la pressione di una urgenza improcrastinabile, confortata dal parere favorevole delle strutture tecniche, inserita nel solco di un rapporto ormai pluriennale tra Comune e società calcistica non connotata da particolari motivi di preoccupazione (constando la regolarità delle gestioni precedenti ed essendo comunque prevista la verifica “a saldo” dell’anticipazione concessa, alla luce del rendiconto da presentarsi a fine stagione). Per quanto riguarda D’Aulerio, la procura regionale lo aveva a suo tempo già citato in un giudizio di responsabilità ed era stato condannato per l’importo di 5.000 euro nel 2018. Secondo l’accusa, avrebbe adottato le determinazioni dirigenziali numero 146/2014 e 279/2014 con cui sono stati erogati i restanti contributi a saldo alla società sportiva «senza effettuare alcun controllo sui rendiconti finanziari che questa avrebbe dovuto presentare a riprova delle spese effettivamente sostenute per la gestione e manutenzione degli impianti sportivi concessi». Il collegio difensivo era composto dagli avvocati Franco Paolini, Roberto Colagrande, Raffaele Marciano e Tommaso Paparo. (p.g.)
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