Nove Martiri, la prima volta di Biondi

Il sindaco presente alla cerimonia in passato disertata: «Approfondire la storia per non ripetere più gli errori»
L’AQUILA. Fino a ieri, il sindaco Pierluigi Biondi aveva disertato, non senza polemiche, ogni manifestazione per la Liberazione e in ricordo dell’eccidio dei Nove Martiri aquilani, preferendo ogni volta di affidare la fascia tricolore a un rappresentante del Comune. Ieri, per “rompere il ghiaccio”, il primo cittadino ha scelto la commemorazione all’interno della Caserma Pasquali, il luogo in cui, nel 1943, 9 ragazzi catturati a Collebrincioni mentre cercavano di unirsi ai gruppi dei partigiani nascosti sulle montagne furono fucilati dai nazifascisti. In un luogo dal fortissimo valore simbolico, davanti allo stesso muro su cui furono schierati i giovani per il loro estremo sacrificio, e davanti a centinaia di bambini delle scuole elementari, il sindaco ha parlato di come la storia non debba essere usata per dividere.
«Di solito parlo a braccio», ha detto ai ragazzi schierati, «ma stavolta, vista l’importanza delle parole che sto per dirvi, ho preferito scriverle sul cellulare. Ma voi non fate come me, usate i libri, la carta. Qualche volta lasciatelo stare, il cellulare». «I Nove Martiri sono simboli di un pezzo di storia tragica della nostra città, incastrata ad altri pezzi di storia. Spesso la contrapposizione ideologica fa del passato un terreno di scontro, invece che un luogo di condivisione...Oggi, il compito dei luoghi formativi della società, a partire dalla scuola, è di avvicinare i giovani alle proprie origini con il senso della curiosità, lasciandosi contaminare senza farsi irretire dalle facili tendenze. La memoria, infatti, non può essere un fatto imposto o di pochi perché se così è nessuno di noi, potrà sentirsi libero nel confronto, scevro dalle certezze e delle verità personali. La storia non può essere un’arma da usare contro qualcuno, ma è conoscenza, approfondimento, analisi. Da usare per qualcosa, per non ripetere errori, per imparare. Accrescendo la capacità critica, riusciremo a formare una memoria condivisa, presupposto essenziale per la pacificazione nazionale, per diventare grandi nel rispetto delle idee e delle culture e dove la conoscenza è l’elemento cardine per sviluppare istinto di libertà». La commemorazione dei Nove Martiri era iniziata la mattina lungo il Sentiero della Memoria, da San Giuliano a Collebrincioni, con il vicesindaco Raffaele Daniele e lo storico Walter Cavalieri, ed era continuata nel piazzale dell’istituto Amedeo d’Aosta. Qui la dirigente scolastica Maria Chiara Marola, Carlo Fonzi dell’Istituto per la storia della Resistenza, Vincenzo Calvisi in rappresentanza della Provincia, e il vicesindaco Raffaele Daniele avevano commemorato i Nove Martiri. Lo stesso vicesindaco ha poi deposto una corona di alloro al Sacrario nel cimitero dell’Aquila.
All’interno della caserma Pasquali, Biondi e il colonnello Paolo Sandri, comandante del 9° reggimento Alpini, nel corso della commemorazione hanno inaugurato il “bosco della rinascita”. Quaranta piante di noce, una per ogni bambino nato nell’ultimo anno tra il personale della caserma, festa a cui hanno partecipato bimbi e genitori.
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