Novecento persone sono in quarantena

4 Novembre 2020

Tre i nuovi casi tra Pratola, Castel di Sangro e Introdacqua. Classi di Raiano e Castelvecchio in isolamento. Sos dagli ospedali

SULMONA. Novecento persone in sorveglianza vigilata, un esercito di individui che vivono in attesa di conoscere il loro destino.
La giornata di ieri ha fatto registrare tre nuovi casi di Covid-19, con altre due sospette positività. Il primo caso riguarda un 80enne di Pratola Peligna che si trova nell’area grigia dell’ospedale in attesa di sapere se dovrà essere ricoverato in un ospedale Covid della Regione o se potrà curarsi da casa. L’altro caso interessa un 47 enne di Introdacqua risultato positivo al virus dopo che la Tac ha permesso di scoprire una polmonite bilaterale. La mancanza di posti disponibili ha indotto i medici a dimetterlo con una cura specifica che l’uomo dovrà fare nel corso della quarantena che trascorrerà nella sua abitazione. Il terzo contagiato è un uomo di Castel dí Sangro di 51 anni anche lui in attesa di ricovero in un ospedale Covid. Due casi sospetti sono invece emersi nella clinica San Raffaele di Sulmona a seguito dei controlli a tappeto che vengono eseguiti ogni settimana su personale e pazienti. Il paziente è stato dimesso e si curerà a casa mentre per l’operatore sanitario è stata disposta la sorveglianza attiva. Dalla clinica fanno sapere che la situazione non solo è sotto controllo, ma l’azione di prevenzione messa in campo serve per monitorare degenti e dipendenti. Nelle ultime ore una serie di classi tra Raiano e Castelvecchio Subequo è stata posta in isolamento fiduciario dopo la comparsa di sintomi su una docente che insegna nei plessi scolastici dei due paesi. L’esito dei tamponi è atteso per le prossime ore anche se colpisce l’alto numero in sorveglianze attiva, con 898 persone in tutto il Centro Abruzzo. Un dato che sottolinea il grande lavoro che stanno portando avanti, nonostante la grave carenza di personale, gli addetti del dipartimento igiene e prevenzione di via Gorizia con i tracciamenti da record attraverso i quali vengono individuate le persone da tenere sotto controllo. Ieri intanto, sono stati forniti altri tamponi che hanno permesso di proseguire i controlli nell’area pre-triage dell’ospedale di Sulmona.
Resta invece intatto il problema sollevato dal Tribunale della salute che aveva chiesto di adibire un’area dell’ospedale per le prime cure ai pazienti risultati positivi al tampone affetti da patologie invasive che necessitano di ricovero. Al momento si sta lavorando su due ipotesi, che per essere realizzate hanno bisogno di personale attualmente non disponibile, dopo che quello in servizio nei vari reparti dell’ospedale di Sulmona è stato mandato in trasferta per coprire le emergenze che si sono venute a creare negli ospedali di Avezzano e dell’Aquila. Insomma un cane che si morde la coda, anche se a pagarne le conseguenze sembra essere sempre l’ospedale di Sulmona.
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