Nucleo industriale: norme vecchie, pochi insediamenti

24 Giugno 2019

Provincia e Arap sollecitano il commissario prefettizio a inviare i documenti  per poter avviare i cambi di destinazione d’uso e l’ingresso di nuove attività

AVEZZANO. Provincia e Arap stringono i tempi per “aprire le porte” del nucleo industriale di Avezzano alle aziende del terzo millennio escluse dalle vecchie norme. Per superare l’ostacolo, che tiene fuori le nuove forme di imprenditorialità, la Provincia ha attivato un tavolo tecnico coordinato dal consigliere provinciale, Roberto Giovagnorio, delegato all’urbanistica, con il compito di recepire la legge regionale 49 del 2012, (già adottata per i nuclei dell’Aquila e Sulmona) che permette di avvalersi di premialità e incentivi, nonché di individuare un percorso per favorire «il cambio di destinazione d’uso», attualmente non consentito.
«Siamo a buon punto», afferma Giovagnorio, «anche se finora il lavoro è stato rallentato dalla scarsa collaborazione del Comune di Avezzano nel fornire la documentazione richiesta da molti mesi. Speriamo che il commissario prefettizio operi per una velocizzazione delle procedure, altrimenti il processo di revisione delle norme tecniche di attuazione del nucleo industriale di Avezzano, ferme alla fine del vecchio millennio, resteranno tali». La richiesta di fare un passo in avanti sulle norme tecniche del nucleo industriale, avanzata oltre un anno fa dall’ingegnere Sergio Di Cintio, per conto di un gruppo di aziende, è stata accolta dal presidente, Angelo Caruso, che ha istituito il tavolo per analizzare la situazione del piano particolareggiato del nucleo industriale di Avezzano, le cui norme tecniche di attuazione sono state adottate nel lontano 1999 e pubblicate, insieme al piano, sul Bura del 2.001.
«L’adeguamento delle norme», afferma l’ingegner Di Cintio, «è un problema ineludibile per ridare competitività al nucleo industriale dove spiccano tanti contenitori vuoti di aziende chiuse. La sfida per il nuovo corso mette al centro il cambio di destinazione d’uso per favorire insediamenti diversi dalle attività prettamente industriali e la possibilità di localizzare le imprese agricole e le loro attività produttive nell’area del nucleo industriale, utili anche per la riduzione del consumo di suolo. Con questi nuovi insediamenti si possono creare sviluppo e nuovi posti di lavoro restituendo ai giovani e meno giovani un’opportunità lavorativa stabile senza dover abbandonare la propria terra. Questi sono presupposti indispensabili per rispondere alle esigenze delle aziende del nuovo millennio».
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