Numero chiuso a Psicologia Il no degli studenti
«Con l’introduzione delle immatricolazioni programmate sta crollando il numero degli iscritti all’Università aquilana»
L’AQUILA. «Basta con i numeri chiusi». I rappresentanti degli studenti dell’Udu (Unione degli universitari) si scagliano contro la proposta di inserimento del numero programmato per il corso di laurea magistrale in Psicologia, avanzata da una commissione istruttoria del dipartimento di Scienze cliniche applicate e biotecnologiche. Una scelta che farebbe il paio con quella di due anni fa di inserire quattro numeri chiusi locali: «un errore», secondo gli studenti, che avrebbe causato il crollo degli immatricolati e degli iscritti all’Università dell’Aquila. «Negli ultimi 2 anni, con la disastrosa introduzione dei numeri programmati ai corsi di laurea triennali di Psicologia, Biologia, Biotecnologie e Scienze Motorie, l’Ateneo ha perso quasi 6mila iscritti, precipitando dai 24mila a poco più di 18mila studenti attuali», spiegano Martina Cerroni, presidente del Consiglio studentesco, i rappresentanti degli studenti in Senato Accademico Luca Guerrini ed Elisa Lozzi e i rappresentanti in cda Mattia Scarsella e Simona Abbate.
«Quando due anni fa il Senato accademico decideva per l’introduzione del numero programmato nei 4 corsi, la mobilitazione dell’Udu e degli studenti di Psicologia triennale, che sfociò sino al blitz in seduta di Senato, riuscì però almeno a impedire l’introduzione del numero programmato al corso di laurea magistrale (il cosiddetto “+2”) di Psicologia applicata clinica e della salute. Ora una commissione istruttoria del dipartimento Discab (scienze cliniche applicate e biotecnologiche) propone l’introduzione del numero programmato anche a quella magistrale». Attualmente il corso di laurea magistrale di Psicologia è il più attrattivo dell’Ateneo, il corso attualmente ha circa 1000 iscritti, oltre il 5% dell’intero Ateneo e oltre il 30% degli iscritti totali alle magistrali dell’università aquilana. A oggi le magistrali dell’Ateneo aquilano rappresentano circa il 18-19% degli iscritti totali. «Il corso in questione vedrebbe ridursi i suoi immatricolati di 2/3, il numero degli immatricolati complessivo alle magistrali aquilane scenderebbe in un solo colpo di circa il 20% e, cosa ancor più grave, a essere esclusi sarebbero in gran parte studenti attualmente iscritti all’Aquila, nel corso triennale di Psicologia, che scelsero L’Aquila quando il percorso in Psicologia era completamente a numero aperto», continuano gli studenti. «Se non si cambia rotta immediatamente l’Ateneo finirà, con i futuri pensionamenti, di fronte a un vicolo cieco, con conseguenze ancor più pesanti per l’intero territorio. Oggi per noi è impensabile e insostenibile l’introduzione del numero programmato al corso di laurea magistrale, che provocherebbe in breve tempo un’ulteriore perdita di iscritti e la fuga dei tanti studenti oggi iscritti al terzo anno di Psicologia. Per questo chiediamo a Rettrice, al Senato Accademico intero e al corpo docenti un’assunzione di responsabilità nei confronti degli studenti iscritti alla triennale dell’Aquila e dell’intero territorio».
Michela Corridore
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