Numero chiuso bocciato Tar riammette 49 studenti

9 Marzo 2018

Università, accolto il ricorso che autorizza l’iscrizione con riserva degli esclusi L’Udu attende la sentenza di merito e rilancia: «Restrizioni da cancellare»

L’AQUILA. Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato da 49 studenti dell’Università dell’Aquila che non avevano superato il test di ammissione alla laurea magistrale in Psicologia, uno dei cinque corsi – insieme a Scienze motorie, Psicologia triennale, Biologia e Biotecnologie – per i quali l’ateneo ha introdotto, dal 2014, l’accesso programmato.
Il tribunale amministrativo, lo scorso 22 febbraio, ha emanato un provvedimento provvisorio che autorizza i ragazzi a iscriversi con riserva alla specialistica, rinviando la sentenza di merito al 5 dicembre. Secondo l’Udu L’Aquila, che ha promosso il ricorso, curato dall’avvocato Michele Bonetti, la sentenza segna un’altra vittoria degli studenti contro la politica dei test di ingresso perseguita dalla governance dell’Università, dopo la sentenza con cui, nel settembre scorso, sempre il Tar del Lazio aveva bocciato il provvedimento della Statale di Milano che aveva imposto l’accesso programmato ai corsi di laurea delle facoltà umanistiche.
«Il Tar», spiegano l’avvocato e i rappresentanti dell’Udu Simona Abbate e Andrea Core, «ha ribadito ciò che aveva già detto sei mesi fa e cioè che alcuni criteri stabiliti dai decreti ministeriali per l’accreditamento dei corsi di laurea, come il rapporto professori/studenti o la capienza strutturale delle aule, non possono essere usati come motivazioni per giustificare il numero chiuso. Queste restrizioni minano il diritto allo studio, costituzionalmente garantito». Fanno eccezione Medicina, Odontoiatria, Veterinaria e Ingegneria Edile-Architettura, esplicitamente citati dalla legge 264 del 1999, che afferma che il numero chiuso va istituito solo se ci sono laboratori ad alta specializzazione e tirocini. L’Udu è convinta che la sentenza del 5 dicembre confermerà quella provvisoria. «Per questo», osserva l’avvocato Bonetti «abbiamo inoltrato all’Università un’istanza affinché venga adottata una sanatoria per togliere l’accesso programmato anche da tutti gli altri corsi triennali. Diversamente, se, come crediamo, il 5 dicembre i giudici ci daranno ancora ragione, la governance dell’Ateneo non solo si esporrà al rischio di dover risarcire gli studenti, ma sarà chiamata a rispondere anche di un danno erariale». Secondo l’Udu, è colpa dei test di ingresso se, in questi anni, l’Università dell’Aquila ha perso attrattività e ha visto scendere il numero di iscritti da 25mila a 15mila. «Abbiamo più volte chiesto alla rettrice», afferma l’associazione studentesca, «di adottare provvedimenti in autotutela per togliere i test, che tra l’altro non sono necessari perché in tutti i corsi il numero di iscritti è, da anni, di gran lunga inferiore ai posti disponibili. Ma abbiamo riscontrato solo chiusura».
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