Numero errato, riceve telefonate a raffica

18 Luglio 2021

Il suo cellulare associato sul web al centro vaccini di Pratola: «È un inferno, chiamate a tutte le ore»

PREZZA. Un errore o uno scherzo di pessimo gusto: qualunque sia la causa, un cittadino di Prezza da vivendo quella che lui stesso definisce una «situazione d’inferno». Il motore di ricerca su internet Google ha infatti associato da circa una settimana il suo numero di cellulare al recapito telefonico del centro vaccinale anti-Covid di Pratola Peligna allestito nella palestra dello stadio comunale Ezio Ricci. «Ricevo chiamate di continuo, a tutte le ore, da parte di persone che vorrebbero prenotarsi o avere informazioni sulle dosi o sugli appuntamenti», racconta, «a tutti tento di spiegare che sulla pagina web che hanno consultato c’è un errore, ma molti non capiscono e pensano che si tratti di uno modo per non rispondere alle loro richieste».
Si tratta di una situazione esasperante per il malcapitato cittadino costretto a sopportare, lui dice «perché non riesco a chiudere il telefono in faccia alla gente», le insistenze di ignari pazienti alle prese con le ansie da vaccinazione. «Mi sono rivolto all’Asl e anche ai carabinieri, per esporre il problema e far rimuovere il mio numero di cellulare da quel sito», racconta la vittima del clamoroso equivoco, «ma finora non c’è stato nulla da fare». In effetti l’azienda sanitaria non può fare granché, in quanto non si tratta di correggere un errore di trascrizione su un proprio sito. Il numero del cittadino è stato inserito, infatti, come “suggerimento di un utente” tra le informazioni e i contatti del centro vaccinale di Pratola Peligna gestiti direttamente da Google. Proprio questo particolare chiarisce che si è trattato di una svista da parte di qualche utente che ha consultato la pagina in questione, inserendo il numero di cellulare che nulla a che vedere con la struttura che somministra le dosi, o come appare più probabile di brutto scherzo. In questo caso il recapito sarebbe stato inserito di proposito, con piena consapevolezza di quello che sarebbe capitato. «Sta di fatto che questa storia va avanti da una settimana, non riesco a uscirne», sottolinea il malcapitato, «né posso rinunciare a rispondere al telefono». (g.d.m.)
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