Nuova Antrosano, è scontro sui progetti

3 Settembre 2017

L’ex sindaco e Iucci avvertono la giunta: «Necessario un piano di riqualificazione sostenibile»

AVEZZANO. Sulla dibattuta questione della riqualificazione di Antrosano frazione di Avezzano, dopo la presa di posizione dell'amministrazione, che ha parlato del coinvolgimento della popolazione, interviene l'ex consigliere di maggioranza, Ignazio Iucci, che parla di «un atto di riqualificazione sostenibile dovuto alla città, incluso nel Prg, che servirà alla valorizzazione storica e culturale».
«Avrà riflessi su tutto il territorio», ha affermato, «ma non vorrei che tutta questa discussione serva all’amministrazione per fare come la tela di Penelope, avanti e indietro, e non adottare nessun piano». L'ex sindaco Gianni Di Pangrazio rilancia e aggiunge che «è necessario un progetto di riqualificazione non solo per Antrosano, ma anche per Castelnuovo, due borghi che si predispongono a essere valorizzati nel loro centro storico. Noi eravamo partiti con Antrosano», ha aggiunto, «ma avremmo avviato tale programma anche per l'altra frazione». Secondo Iucci, che è residente ad Antrosano, «già in questi primi mesi ha mostrato scarsa attenzione nei confronti di Antrosano, bloccando la manutenzione straordinaria». «Da vari decenni», sottolinea, «negli uffici urbanistici del Comune di Avezzano giace il piano di recupero del Borgo antico di Antrosano, ben delimitato e previsto nel piano regolatore. Voglio ringraziare l’ingegnere Francesco Di Botticchio per l’interesse mostrato verso il mio paese poiché questo denota un certo valore storico-culturale del centro storico di Antrosano. Ma per quanto riguarda le idee migliorative, dell’ingenere ed altri, possono senz'altro essere accolte in una fase successiva all’approvazione. Uno strumento urbanistico», spiega Ignazio Iucci, «che, come ogni piano di recupero, prevederà una spesa per l’amministrazione ripartita nel prossimo decennio, più che compensata dai contributi che verranno versati da chi si occuperà di ristrutturarla. Il piano di recupero che non prevede nuove edificazioni», conclude, «segue le più innovative tendenze urbanistiche per il ripristino delle aree edificate degradate. Il perimetro complessivo è leggermente più ampio per adeguarsi agli standard previsti per parcheggi, ma soprattutto per il verde: canoni non previsti nel Medioevo quando nacque Antrosano». (p.g.)
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