Nuova ispezione a casa Leombruni E lunedì inizia l’esame sui 3 fucili

Oggi sopralluogo degli inquirenti a San Benedetto: si cercano tracce per la ricostruzione della dinamica Su Amarena avevano già sparato: è emerso dalla necroscopia, pallini da caccia nel corpo dell’animale
SAN BENEDETTO DEI MARSI. L’inchiesta sulla morte dell’orsa Amarena è entrata nella sua fase cruciale: dopo la necroscopia sulla carcassa dell’animale, lunedì 11 settembre sarà la volta della perizia balistica. Oggi pomeriggio, invece, è in programma un nuovo sopralluogo nell’abitazione di Andrea Leombruni, unico indagato per l’uccisione del plantigrado. Gli inquirenti vogliono fare luce sugli instanti in cui l’allevatore ha sparato un colpo di fucile e ferito a morte Amarena. La ricostruzione della dinamica dello sparo è decisiva ai fini dell’indagine: il nodo principale resta quello relativo alla posizione esatta di Leombruni e dell’animale nel momento in cui l’allevatore ha premuto il grilletto. L’uomo sostiene di averlo fatto nell’angolo del pollaio presente in giardino, quando Amarena si è palesata a pochi metri da lui. Ma durante un primo sopralluogo, i carabinieri hanno individuato alcuni bossoli in un punto diverso da quello indicato dall’allevatore. Vista la delicatezza degli esami, e il peso che avrà l’esito della balistica sull’inchiesta, la Procura di Avezzano ha affidato i test al super esperto Paride Minervini, che in passato si è occupato dell’uccisione di un orso bruno marsicano a Pettorano sul Gizio ma anche degli omicidi di Nicola Calipari, Ilaria Alpi e Gabriele Sandri. La perizia si svolgerà nel laboratorio di Minervini in provincia di Siena. Il perito analizzerà i due fucili e la carabina ad aria compressa sequestrati nell’abitazione di Leombruni. Oltre a dover ricostruire la traiettoria del proiettile e l’esatta posizione di Leombruni e Amarena nel momento in cui l’animale è stato freddato.
«già colpita in passato»
La necroscopia, eseguita martedì nei laboratori dell’Istituto zooprofilattico di Teramo, ha confermato che Amarena è morta a causa di una emorragia. Le è stato fatale un solo colpo. Dagli esami – durati oltre sette ore a causa delle pessime condizioni in cui era ridotta la carcassa – emergono anche nuovi dettagli, come quello che Amarena fosse già stata colpita in passato da un’arma da fuoco, stavolta con alcuni pallini da caccia. L’intento non era dunque quello di ucciderla. L’esame autoptico ha permesso di estrarli dalla carcassa, insieme al proiettile che ha perforato il polmone. La necroscopia è stata svolta alla presenza dei periti Rosario Fico e Stefania Salucci, per la Procura, e Corrado Cipolla D’Abruzzo per la difesa rappresentata dagli avvocati Stefano Guanciale e Berardino Terra. Anche sul bossolo estratto saranno eseguite nuove analisi dalla balistica. Il pm Maurizio Maria Cerrato, titolare del fascicolo, ha concesso ai periti 90 giorni (salvo proroghe) per fare luce sui punti oscuri.
DUE sit-in di protesta
Confermata intanto la manifestazione organizzata in memoria di Amarena e in difesa della fauna selvatica. Il sit-in degli animalisti è in programma domenica alle 10 in piazza Mazzarino, a Pescina. L’iniziativa è promossa da Salviamo l’orso, insieme a Wwf Italia, Lipu, Lav, Legambiente, Enpa, Lndc e Dalla parte dell’orso. «Per questa manifestazione», spiegano gli organizzatori, «è stato scelto come luogo simbolico il comune di Pescina dove una intera comunità ha vissuto in maniera assolutamente pacifica i frequenti passaggi di Amarena». Qualche ora dopo, alle 15, a San Benedetto dei Marsi, si terrà invece la manifestazione di protesta organizzata da Animalisti italiani e Partito animalista. Il sindaco Antonio Cerasani è stato costretto ad annullare il mercato settimanale mentre è stata anticipata a sabato la sfida di Coppa Abruzzo tra San Benedetto e Angizia Luco.
I cuccioli
Nessun avvistamento invece per i due cuccioli orfani di Amarena. A detta del Parco, i piccoli sono in buone condizioni e la cattura non è più necessaria. Carabinieri forestali e guardiaparco continuano a monitorare gli orsetti per evitare che possano tornare nella zona del Fucino in cui è morta Amarena.
villalago parte civile
Anche il Comune di Villalago si costituirà parte civile nel procedimento a carico di Leombruni per la morte di Amarena. Ad annunciarlo è stato il sindaco Fernando Gatta. Lo scorso 17 luglio, al plantigrado era stata conferita la cittadinanza onoraria e Amarena era stata adottata dall’intera comunità.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

