Nuova legge, nella bozza manca la voce risorse

8 Settembre 2014

Di Stefano: «Aspettiamo il testo definitivo per poter esprimere il nostro giudizio ma al momento la nota dolente resta quella della mancanza di fondi»

L’AQUILA. Una bozza in 31 articoli, di cui si attende il testo definitivo, che detta criteri applicativi importanti, ma non contempla la voce risorse. È questo il «punto dolente» della nuova legge sulla ricostruzione, che sta per iniziare il suo iter parlamentare e che dovrebbe essere varata, se non ci saranno intoppi, entro la fine dell’anno, dopo un confronto anche con le istituzioni locali. Lo auspica l’assessore comunale alla ricostruzione, Pietro Di Stefano, che non manca però di sottolineare «il vero problema» e cioè l’assenza, all’interno dell’articolato di legge, di un capitolo destinato agli stanziamenti necessari per portare avanti l’ancora lungo processo della ricostruzione della città.

L’assessore smentisce le voci in merito all’esistenza di due versioni diverse del testo originario – una supportata dal sindaco Cialente e dal governatore D’Alfonso, l’altra dal sottosegretario Legnini e dalla senatrice Pezzopane – e analizza il provvedimento, che sarebbe però ancora in fase embrionale.

«Per dare un giudizio complessivo», spiega Di Stefano, «occorre attendere il testo definitivo. Quella che conosco è solo una bozza, a cui si sta lavorando. Sicuramente vengono toccati e risolti alcuni punti di criticità, come la white list delle ditte affidabili resa obbligatoria, la selezione tra 5 ditte a cui affidare i lavori trasformata in una mini-gara pubblica, con la scelta della migliore su parametri oggettivi, e la limitazione del sub-appalto. Si tratta di elementi qualificanti, che tendono ad attuare quanto già previsto nella cosiddetta legge Barca, introducendo criteri applicativi ben definiti». Il testo definitivo deve uscire dalla discussione in commissione, che partirà a giorni, e i tempi saranno più veloci del normale, perché verrà portato direttamente in consiglio deliberativo: la nuova legge potrebbe essere approvata entro la fine dell’anno. «Credo che il governo abbia in mente anche qualche passaggio con le istituzioni locali», aggiunge Di Stefano, «che potrebbe servire per perfezionarne il contenuto. Avrà una corsia preferenziale, ma è pur sempre una legge, quindi ci vorrà qualche mese e spero sia varata a fine 2014». Quello che preoccupa l’assessore alla ricostruzione è la continua lotta per i fondi: «Purtroppo», rimarca Di Stefano, «il punto dolente è che nella bozza non si parla di risorse. È vero che la sua approvazione cade in concomitanza con la legge di stabilità, che potrebbe contenere gli appositi stanziamenti. Ma quest’ultima non arriverà prima del prossimo febbraio. E nel frattempo, gli ultimi 93 milioni saranno erogati entro la fine del mese. Per il resto del 2014 non c’è nulla. E servirebbero almeno 200-250 milioni solo per L’Aquila. Avremo quindi sei mesi di buco, in cui si potranno solo valutare i progetti, ma senza concedere i contributi».

Romana Scopano

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