Nuova pavimentazione in centro: svelato il piano

5 Agosto 2021

Pietra locale bianca calcarea al posto dell’asfalto provvisorio dopo i sottoservizi Percorsi tattili per gli ipovedenti, previsto un progetto di illuminazione pubblica

L’AQUILA. È stata pubblicata la “procedura aperta per l’affidamento dei lavori di realizzazione della pavimentazione e illuminazione di corso Federico II e corso Vittorio Emanuele”. Il criterio di aggiudicazione sarà quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa. L’importo a base di gara e di 3.732.916 euro. Le offerte vanno presentate entro il 24 agosto. Nella relazione al progetto esecutivo c’è la descrizione dell’intervento che sarà realizzato.
PIETRA E COLORE. “L’intervento”, si legge nel documento, “è conseguente alla realizzazione dei sottoservizi del centro e ha lo scopo di ripristinare le pavimentazioni lapidee presenti nel centro storico oltre che a realizzare l’impianto d’illuminazione pubblica. Tra le possibili tecniche costruttive da applicare per la pavimentazione la scelta è ricaduta sulla tipologia in pietra locale, costituita da basoli di pietra locale bianca calcarea. La scelta è stata determinata dalla volontà di riproporre la tipologia storica delle pavimentazioni del centro storico della città dell’Aquila. Si tratta di basoli derivanti da una roccia calcarea sedimentaria di natura clastico-organogena di colore generalmente bianco-avorio.
CAVE DI ESTRAZIONE. “Per la realizzazione delle opere in progetto”, sottolinea la relazione, “il fabbisogno di materiale inerte non risulta rilevante e può essere sicuramente soddisfatto dalle cave attive nelle vicinanze del sito dei lavori. Non sarà necessario, quindi, attivare punti di prelievo di materiale appositamente per i lavori in oggetto. Analoghe considerazioni valgono per le discariche necessarie al conferimento delle terre originate dalle escavazioni, per le quali potranno essere utilizzate le discariche autorizzate attualmente in esercizio nelle vicinanze del cantiere. Elemento di rilievo riguarda la presenza della pavimentazione esistente, realizzata in bitume (binder), della quale è prevista la rimozione e il conseguente smaltimento in discariche autorizzate”.
BARRIERE ARCHITETTONICHE. “Il progetto”, chiariscono i tecnici, “prevede accorgimenti e dispositivi che permettono l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo in particolare per i non vedenti e gli ipovedenti. Essi consistono in guide tattili progettate secondo il linguaggio Loges poste alle intersezioni tra percorsi pedonali e zone carrabili devono essere opportunamente segnalate anche ai non vedenti, mappe tattili, in scrittura braille, per l’illustrazione delle emergenze e dei pericoli presenti nelle adiacenze. Negli spazi esterni e sino agli accessi degli edifici deve essere previsto almeno un percorso preferibilmente in piano con caratteristiche tali da consentire la mobilità delle persone con ridotte o impedite capacità motorie e che assicuri loro la utilizzabilità diretta delle attrezzature dei parcheggi e dei servizi posti all’esterno, ove previsti. I percorsi devono presentare un andamento quanto più possibile semplice e regolare in relazione alle principali direttrici di accesso ed essere privi di strozzature, arredi, ostacoli di qualsiasi natura che riducano la larghezza utile di passaggio o che possano causare infortuni. La loro larghezza dev’essere tale da garantire la mobilità nonché, in punti non eccessivamente distanti tra loro, anche l’inversione di marcia da parte di una persona su sedia a ruote. Quando un percorso pedonale è adiacente a zone non pavimentate, è necessario prevedere un ciglio da realizzare con materiale atto ad assicurare l’immediata percezione visiva nonché acustica se percosso con bastone. Le eventuali variazioni di livello dei percorsi devono essere raccordate con lievi pendenze ovvero superate mediante rampe in presenza o meno di eventuali gradini ed evidenziate con variazioni cromatiche. In particolare, ogni qualvolta il percorso pedonale si raccorda con il livello stradale, o è interrotto da un passo carrabile, devono predisporsi rampe di pendenza contenuta e raccordate in maniera continua col piano carrabile, che consentano il passaggio di una sedia a ruote. Il sistema Loges si compone di impronte particolari che rappresentano dei codici ben precisi e riconoscibili dai non vedenti. Si tratta di una vera e propria guida tattile utilizzata negli ambienti pubblici con particolare riguardo negli attraversamenti stradali e in tutti quei casi dove è possibile ampliare l’autonomia del disabile visivo. In sostanza è il linguaggio, attraverso impronte sulla pavimentazione, riconoscibile dai non vedenti attraverso il senso tattile plantare e cinestesico, riconoscendo, dunque, la sensazione di dislivello o attraverso la guida del bastone”.
ILLUMINAZIONE. “Il progetto prevede anche la realizzazione del sistema di illuminazione pubblica”, conclude la relazione. “Nel progetto di illuminazione, essendo L’Aquila una città storica e poiché l’altezza degli edifici lo consente, si è preferito utilizzare corpi illuminanti montati al di sotto della gronda, evitando in questo modo di ingombrare gli spazi che rimangono liberi e utilizzabili. Inoltre, l’illuminazione così concepita, permette di ottenere un ottimo risultato sul piano dell’inquinamento luminoso e un effetto scenografico molto apprezzabile grazie all’illuminazione delle facciate dei palazzi. Gli impianti saranno realizzati a regola d'arte, non solo per quanto riguarda le modalità d’installazione, ma anche per le qualità e le caratteristiche delle apparecchiature e dei materiali. Il progetto non prevede opere di abbellimento artistico o di valorizzazione architettonica”.
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