Nuova piazza Duomo: un progetto che nasce dalla storia della città

20 Agosto 2022

Ecco la relazione: spiega le scelte dell’intervento da 5 milioni Pavimentazioni lapidee, luci, verde e servizi per il mercato

L’AQUILA. È stata pubblicata sui siti istituzionali la gara di appalto per i “lavori di pavimentazione, illuminazione pubblica e riqualificazione di piazza Duomo all’Aquila”. Fra gli atti della gara di appalto (importo del lotto compresi gli oneri per la sicurezza 5.264.902 euro) c’è la relazione introduttiva che spiega le scelte contenute nel progetto esecutivo.
L’INTERVENTO
«L’intervento» si legge «è conseguente alla realizzazione dei sottoservizi nel centro della città e ha lo scopo di ripristinare le pavimentazioni lapidee presenti nel centro storico dell’Aquila, attraverso la sostituzione della pavimentazione esistente sia all’interno dell’ovale centrale, sia nelle strade circostanti. Inoltre, si prevede la realizzazione dell’impianto di illuminazione pubblica, l’inserimento di elementi di arredo urbano, di verde pubblico, la pensilina per il collegamento di piazza Duomo con il terminal Lorenzo Natali e la predisposizione degli impianti a servizio del mercato cittadino e di eventi».
PIETRA LOCALE
«Tra le possibili tecniche costruttive da applicare per la pavimentazione» continua la relazione «la scelta è ricaduta sulla tipologia in pietra locale bianca calcarea, tipologia di pietra già utilizzata nel progetto di pavimentazione del Corso, con il quale la piazza si interfaccia, proprio nel punto di incrocio tra corso Federico II e corso Vittorio Emanuele. La scelta è stata determinata dalla volontà di riproporre la tipologia storica delle pavimentazioni del centro storico».
STORIA DELLA CITTà
«L’Aquila» scrivono i tecnici «è una civitas nova sorta a metà del XIII secolo in un luogo equidistante dagli insediamenti romani di Amiternum, Forcona ed Aveia».
LA PIAZZA DEL MERCATO
«Cuore pulsante della città fin dalla sua fondazione è la piazza» si sottolinea «centro delle attività economiche e del potere religioso. Tre strade, via dell’Acconcio, via del Macello e via degli Speziali (oggi via Patini, via Marelli e via Cavour), la congiungono con il centro del potere civile, l’attuale piazza Palazzo. Nel 1309 la piazza fu pavimentata a selci e vi sorsero due fontane che nel corso dei secoli sono state più volte trasformate. Tutt’intorno alla piazza si susseguivano botteghe, magazzini, locande, cantine, fondaci, osterie, forni, spacci per spezie medicinali. Pochissime le case e nessun palazzo. La piazza del Mercato non veniva mai scelta dai nobili e dei ricchi borghesi che costruivano altrove le loro dimore».
TESSUTO URBANO
«Sono poche le città italiane che hanno conservato intatto, o quasi, l’originario schema urbano come L’Aquila. Il disegno viario è rimasto quello impostato nella seconda metà del secolo XIII, con criteri di geometrica regolarità». In tempi relativamente recenti «ci sono stati gli allargamenti del corso Vittorio e Federico II, nel tratto tra piazza del Duomo e i Quattro Cantoni, nonché le nuove arterie via XX Settembre e Duca degli Abruzzi che hanno contribuito a rivoluzionare l’orientamento stradale che aveva il principale asse adduttore in via Roma. Tuttavia esaminando le strade e i vicoli che si tagliano perpendicolarmente sulle ripide erte dei due fianchi principali della collina aquilana, è possibile trarre utili interpretazioni sul modo di usufruire dello spazio urbano. Si comprende l’originario rapporto tra il verde e le aree edificabili; si afferra il senso gerarchico delle costruzioni mercantili e di quelle di dimora delle famiglie nobili; i rapporti fra l’altezza dei fabbricati e la larghezza delle strade e delle piazze pubbliche. Diverso si fa il discorso quando dall’esame della rete urbana viaria si passa a quello dei singoli edifici. Poche sono le tracce delle abitazioni delle origini, perché la città fu impostata troppo in fretta e distrutta dalle fondazioni nei primi decenni di vita anche a seguito del violento terremoto della metà del 1300. Le costruzioni dei primi tempi, oggi rimaste in un numero piuttosto esiguo, erano essenzialmente realizzate in muratura grezza. Solo dopo il terremoto del 1703 l’isolato inizia a strutturarsi nella forma che ci è pervenuta. Nella seconda metà del secolo XVIII si costruiranno palazzi con fronti prospettanti strade importanti (o vicoli) caratterizzate da incorniciature di stampo classico dal fregio piano e dalle mensolature a sorreggere il davanzale».
BARRIERE ARCHITETTONICHE
Il progetto della futura piazza prevede accorgimenti e dispositivi che permettono l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo in particolare per non vedenti e ipovedenti.
ILLUMINAZIONE
L’intervento prevede la realizzazione del sistema di illuminazione pubblica pensato contestualmente alle caratteristiche tipiche di una città storica come L’Aquila; sfruttando l’adeguata altezza degli edifici che incorniciano la piazza, si interviene con l’inserimento di corpi illuminanti al di sotto del piano di gronda».
©RIPRODUZIONE RISERVATA