Nuova scuola al posto del campo

Tagliacozzo, costerà 4 milioni e sarà realizzata in tre anni. Giovagnorio: prioritaria la sicurezza
TAGLIACOZZO. Che gli edifici scolastici della città non fossero del tutto sicuri in caso di terremoto, i genitori degli oltre mille alunni lo sapevano da tempo. Su richiesta della Protezione civile, nel 2014, il Comune diede incarico a tre tecnici di verificare il livello di sicurezza di tre scuole: l'Argoli, frequentata dagli alunni della Media e del Turistico, la Bevilacqua e la Tantalo, frequentata dai bambini delle elementari. Perché si possa considerare un edificio sicuro, il cosiddetto “indicatore di rischio sismico” deve essere maggiore o uguale a 1. Nei tre plessi presi in esame, invece, era inferiore: 0,26 per l'Argoli, 0,39 per la Bevilacqua e 0,56 per la Tantalo.
Nelle loro relazioni i tecnici, oltre a evidenziare le criticità degli edifici scolastici, indicavano anche al Comune gli interventi da eseguire per adeguarli alle nuove norme antisismiche. Ma ciò non è avvenuto. Dopo la scossa del 10 settembre, che ha avuto l'epicentro tra Scurcola e Poggiofilippo, la preoccupazione dei genitori è arrivata alle stelle. Così hanno costituito un comitato, presieduto da Cristina Pascucci, e organizzato un'assemblea, che si è tenuta in municipio. Le domande poste dai genitori ai tecnici e agli amministratori presenti sono state tutte dello stesso tenore: in caso di terremoto, i nostri ragazzi corrono rischi? Il Comune cosa intende fare per farci stare tranquilli? Quella certezza che i genitori cercavano purtroppo nessuno poteva dargliela. I tecnici, pur rilevando che a suo tempo gli edifici furono costruiti nel rispetto delle norme antisismiche, non potevano ignorare l'esito della verifica eseguita. Che è stato negativo. Solo se fossero state apportate agli edifici quelle migliorie a suo tempo da essi proposti, oggi avrebbero potuto rassicurare i genitori.
A questo punto il Comune ha tre possibilità: il restauro dei vecchi edifici, il ricorso a strutture prefabbricate (Musp), la costruzione di un nuovo edificio. «L'utilizzo dei Musp», ha spiegato il sindaco Vincenzo Giovagnorio, «comporterebbe una spesa enorme: 600mila euro l'anno. Riguardo al restauro, per quante migliorie apportassimo ci troveremmo sempre con degli edifici costruiti 50/60 anni fa». Non rimane che la terza possibilità. «Per Tagliacozzo», contina Giovagnorio, «è giunto il momento di una svolta di qualità e di uno scatto di orgoglio. I nostri ragazzi non sono di serie B rispetto agli altri studenti dei comuni marsicani. Questa amministrazione punta al meglio perché così è giusto: è il momento di un nuovo edificio scolastico che garantisca il 100% della sicurezza, della funzionalità, del risparmio energetico e dell'estetica». L'area su cui il Polo scolastico dovrebbe sorgere è quello del vecchio campo sportivo, a ridosso della Bevilacqua. Il Comune, che ha stanziato per la progettazione 120mila euro, conta di realizzarlo entro tre anni. Vicino all'area individuata, però, scorre, interrato, il fiume Imele. E la distanza da esso, per poter costruire, deve essere almeno di 10 metri. Ammesso che tale ostacolo si possa superare, rimane il problema dei finanziamenti. Per costruire il nuovo plesso servono intorno ai 4 milioni. Dove trova il Comune tutti questi soldi? «E nell'attesa del nuovo edificio», si è chiesto il consigliere di opposizione Vincenzo Montelisciani, «chi si assume ha responsabilità, mettendolo per iscritto, che le scuole di Tagliacozzo sono sicure?». A margine dell'assemblea, il sindaco ha avanzato il sospetto di una «strumentalizzazione politica» del comitato da parte dei sostenitori di Montelisciani.
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