Nuova strada, il veto degli ambientalisti

21 Febbraio 2021

Il progetto del collegamento Roccaraso-Ortona dei Marsi scatena le associazioni: sperpero di soldi

di Massimiliano Lavillotti SCANNO. Contro il progetto della nuova strada Roccaraso-Scanno-Ortona dei Marsi scendono in campo gli ambientalisti, che parlano di «disastro per l’orso e devastazione per l’ambiente». Le associazioni fanno appello ai sindaci dei Comuni interessati per scongiurare quello che definiscono «un attacco alla natura, peraltro privo di un reale adeguato vantaggio per le popolazioni locali».
L’Unione nazionale comuni comunità enti montani (Uncem) Abruzzo ha annunciato di aver deliberato a dicembre in favore del progetto per il nuovo collegamento stradale, invitando i comuni di Avezzano, Castel di Sangro, Roccaraso, Pescocostanzo, Rivisondoli, Scanno, Villalago, Villetta Barrea, Civitella Alfedena, Barrea, Alfedena, Scontrone, Bisegna-San Sebastiano e Ortona dei Marsi a sostenere l’iniziativa in quanto in linea con i criteri per il Recovery fund. Ma dalle principali associazioni ecologiste arriva un deciso no alla «devastazione ambientale dell'Appennino abruzzese e allo spreco di risorse pubbliche che causerebbe la nuova strada». Il tracciato a due corsie partirebbe dall’altopiano delle Cinque Miglia per penetrare nella Montagna Spaccata, all’interno della foresta demaniale di Chiarano Sparvera, inerpicarsi fino a 1.650 metri e con una galleria di oltre 2,4 chilometri passare dalla Bocca di Chiarano alla sottostante valle di Jovana. Da qui la strada proseguirebbe a mezza costa sul versante destro, dove ora c’è una sola casa abitata, per scendere sempre sullo stesso versante in un territorio boschivo senza strade o fabbricati fino a Scanno. A valle dell’abitato, attraverso un’altra galleria, seguirebbe sulla sponda orografica sinistra del lago per raggiungere Villalago. Poco a monte un’altra galleria e viadotti per oltre quattro chilometri porterebbero a San Sebastiano dei Marsi, per raggiungere Ortona dei Marsi e un nuovo svincolo autostradale a Carrito. «Il progetto è in totale contraddizione con le indicazioni del Piano di tutela dell’orso marsicano», scrivono le associazioni ambientaliste, «e rischia di vanificare le azioni portate avanti da Ministero, Regione, aree protette e associazioni negli ultimi 15 anni. I costi poi sono improponibili. La nuova strada a due corsie, inoltre, avrebbe una lunghezza di circa 40 chilometri, con dislivelli considerevoli in tratti brevi e quindi con difficoltà di percorrenza soprattutto nei mesi invernali».
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