Nuova tassa a Onna, il Comune non arretra

Giovedì l’incontro coi residenti sul contributo per i Map. Colonna: spiegheremo perché devono pagare
L’AQUILA. Il Comune dell’Aquila non ha intenzione di tornare indietro: «Anche i cittadini di Onna dovranno pagare il contributo di compartecipazione come tutti gli altri». Parola dell’assessore comunale al Patrimonio Vito Colonna, che giovedì alle 18 a Casa Onna incontrerà i residenti della frazione che, dopo 14 anni, abitano ancora nelle casette Map post-sisma.
Al centro dell’incontro le bollette con le quali il Comune chiede ai terremotati il pagamento del cosiddetto canone di compartecipazione, in media circa 40 euro al mese. Le famiglie interessate sono 90. Chi non era proprietario di casa e anche alcune famiglie che in 14 anni sono nate fra giovani che nel 2009 vivevano coi genitori dovranno pagare anche l’affitto. Le cartelle arrivano ora nelle case di Onna dopo che per disguidi tecnici finora non sono mai state inviate dal Comune, a differenza di alte frazioni della città.
«Capisco che per i cittadini di Onna, che non hanno mai pagato, questo sia come un fulmine a ciel sereno. Durante l’incontro spiegheremo e faremo capire loro perché devono pagare, quelle che sono comunque cifre basse. E perché il contrario sarebbe scorretto nei confronti di tutti gli altri», spiega Colonna, continuando: «Nei prossimi giorni, tramite una delibera, faremo partire anche un censimento per verificare esattamente chi vive negli edifici di Onna».
L’incontro con Colonna che andrà in scena giovedì era stato chiesto dalle associazioni di Onna Onlus, Pro loco e Centro anziani, a fronte della dura protesta degli assegnatari che già sono arrabbiati perché in molti casi il cantiere per la ricostruzione della loro abitazione è ancora di là da venire. Si parlerà anche di una sentenza del Tar di fine aprile 2022 con la quale i giudici amministrativi diedero ragione agli assegnatari di map a San Gregorio e Monticchio i quali avevano contestato proprio il pagamento dei canoni di compartecipazione. In poche parole, secondo il Tar, se si chiede un canone bisogna indicare per che cosa lo si chiede. «Vedremo cosa accadrà in appello», spiega Colonna, parlando del ricorso del Comune. (l.t.)
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