Nuova tassa per i terremotati E a Onna ora scatta la protesta

16 Settembre 2022

Il Comune vuole il canone di compartecipazione dagli assegnatari dei Map del villaggio provvisorio Si tratta di circa 500 euro all’anno, una beffa per il paese che da oltre 13 anni attende la ricostruzione

L’AQUILA. Il Comune, nei giorni scorsi, ha inviato agli assegnatari dei moduli abitativi del villaggio provvisorio di Onna (una novantina) bollette per chiedere il pagamento del cosiddetto canone di compartecipazione (0,60 a metro quadrato). La richiesta è retroattiva (il periodo considerato è dal primo aprile 2022 al 30 giugno 2022) e fatti due conti ci saranno molte famiglie – le quali peraltro da 13 anni e mezzo aspettano di rientrare nelle loro abitazioni originarie, Onna è ricostruita per circa il 50 per cento – che ogni anno finiranno per pagare intorno ai 500 euro che si andranno ad aggiungere alle maxi bollette di gas ed elettricità. Le associazioni di Onna – Onlus, Pro loco e Centro anziani – a fronte della dura protesta degli assegnatari (che già si stanno organizzando per iniziative pubbliche) già oggi invieranno al Comune la richiesta di un incontro immediato per chiarire la situazione. Tra l’altro a fine aprile, quindi meno di 5 mesi fa, il Tar aveva dato ragione agli assegnatari di Map a San Gregorio e Monticchio, i quali avevano contestato proprio il pagamento dei canoni di compartecipazione. Il Tar, decidendo sul ricorso (presentato dagli avvocati Fausto Corti e Sara Cecala), ha scritto nella motivazione che «bisogna interrogarsi sul fatto se il Comune può porre a carico dei condomini un importo stimato solo in astratto o quello effettivamente sostenuto per determinati interventi di manutenzione. Le norme distinguono il canone concessorio o di locazione dalle spese di manutenzione ordinaria poste a carico degli assegnatari. Se per spese di manutenzione si intendesse (in contrasto con il significato letterale) un onere stabilito a priori discrezionalmente dalla pubblica amministrazione, senza alcuna definizione normativa dei criteri di liquidazione e riferito anche ad altri immobili dei quali i ricorrenti non hanno il godimento, si tratterebbe di una prestazione imposta. Non è poi rinvenibile nelle norme alcun fondamento testuale, né logico, che giustifichi la decisione del Comune di caricare sugli assegnatari le spese di manutenzione degli alloggi e delle parti comuni in misura diversa o non corrispondente ai costi a tal fine sostenuti». In poche parole, se si chiede un canone bisogna indicare per che cosa lo si chiede. Le casette (Map) non possono insomma essere parificate ai Progetti Case che sono assimilabili a condomìni che hanno garage in comune, ascensori, scale da pulire e illuminare. Insomma dalla protesta si potrebbe presto passare alle carte bollate. E per un paese cancellato dal sisma sarebbe l’ennesima umiliazione.
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