Nuova vita per lo storico rifugio Sebastiani

Lavori in corso sul Monte Velino, raccolta fondi online fino a fine mese per completare l’opera
MASSA D’ALBE. Il nuovo rifugio Sebastiani sul Monte Velino inizia a prendere forma. Salvo condizioni meteo avverse, i lavori termineranno a fine ottobre, mentre la struttura a quota 2.102 metri entrerà in funzione a partire dalla primavera del prossimo anno. Tuttavia i finanziamenti ricevuti non coprono interamente le spese dell’intervento, per questo la gestione ha lanciato una raccolta fondi online arrivata a quota 26.895,38 euro. Per contribuire c’è tempo fino al 30 settembre al link https://buonacausa.org/cause/rifugiovincenzosebastiani. Il piccolo rifugio che da quasi un secolo accoglie gli escursionisti del Velino è stato oggetto di lavori di ampliamento. Il vecchio edificio in pietra, che risale al 1922, è stato in buona parte conservato e ampliato grazie alla realizzazione di nuovi spazi costruiti quasi completamente in legno che consentiranno di ospitare un maggior numero di escursionisti in un ambiente più confortevole. La struttura sarà dotata anche di infissi nuovi, un impianto fotovoltaico e una coibentazione adeguata. L’intervento di oltre 200mila euro, finanziato in parte dal Cai centrale e dalla sezione di Roma proprietaria della struttura, ha portato i posti letto da 13 a 25 e la capienza dei serbatoi d’acqua a 28mila litri. Dedicato alla memoria di Vincenzo Sebastiani, alpinista, sciatore e vigile del fuoco romano caduto nel 1917 a Gorizia, è gestito da vent’anni da Eleonora Saggioro. Per via della sua posizione privilegiata, a monte del Colletto di Pezza, a poche centinaia di metri dal confine con il Lazio, il rifugio Sebastiani può essere raggiunto dall’Altopiano delle Rocche, dal versante di Campo Felice o dal Parco Sirente Velino. In estate è preso d’assalto da centinaia di escursionisti a piedi e in mountain-bike che percorrono la sconnessa carrareccia della Valle del Puzzillo, mentre in inverno in tanti lo raggiungono con le ciaspole. Vi fanno tappa le rare cordate che affrontano la friabile parete Est del costone occidentale e quella di roccia molto più solida dello Jaccetto di Pezza, accanto al sentiero di Colle dell’Orso. Nelle ultime estati è diventato anche un punto di riferimento culturale, con concerti, eventi gastronomici, presentazioni di libri e serate dedicate all’osservazione delle stelle. (f.d.m.)

