Nuove restrizioni, lo sport va in confusione

20 Ottobre 2020

Incerto l’avvio del campionato per il Nuovo Basket Aquilano, il rugby ferma solo le categorie giovanili

L’AQUILA . Il nuovo Dpcm varato dal governo per contenere gli effetti della seconda ondata della pandemia ha gettato nella confusione una buona fetta del mondo degli sport di squadra. Il provvedimento ha imposto infatti un’ulteriore stretta alle discipline di contatto praticate a livello dilettantistico. Sulla carta non è previsto un blocco generalizzato. Restano consentiti, per tutti, gli allenamenti, anche se «solo in forma individuale» (quindi senza la classica partitella). Inoltre, potranno proseguire anche la maggior parte dei campionati. Nel Dpcm infatti è scritto che «sono consentiti soltanto gli eventi e le competizioni riguardanti gli sport individuali e di squadra riconosciuti di interesse nazionale o regionale».
Per quanto riguarda questi ultimi, però, le Regioni potrebbero decidere diversamente con proprie ordinanze, come ha fatto per esempio la Lombardia. Laddove le competizioni dovessero fermarsi – e questo vale anche per tutte le giovanili – potranno continuare gli allenamenti solo in forma individuale. Qualche esempio. Il Nuovo Basket Aquilano avrebbe dovuto disputare, il 15 novembre, la prima partita del campionato di C Gold, che, oltre l’Abruzzo, coinvolge anche Umbria e Marche. Stando al Dpcm e anche alle precisazioni fatte dal ministro dello Sport Spadafora, la competizione non dovrebbe essere tra quelle a rischio sospensione ma in Lombardia lo stesso campionato è stato bloccato. Si naviga nell’incertezza.
In queste ore sono in corso riunioni a distanza tra la federazione nazionale e i comitati regionali per decidere come procedere. Chi invece non si fermerà è il rugby. La Fir regionale ha confermato allenamenti con contatto e competizioni a tutti i livelli, a eccezione delle categorie che vanno dall’Under 14 in giù (mini rugby compreso). «Francamente il campionato è l’ultimo dei nostri pensieri, in questo momento», afferma Marco Molina, presidente della Rugby Experience, «la priorità è riuscire a far allenare i ragazzi». «Forse era meglio fermarsi», dice il presidente del Paganica Rugby Antonio Rotellini, «e lo dico non perché non vogliamo giocare ma perché farlo in questo clima toglie allo sport gioia, vivacità, voglia di condivisione».
E il calcio? Al momento sembra essere salvo, oltre al professionismo (A e B), tutto il calcio dilettantistico fino alla seconda categoria, mentre è prevista la sospensione delle partite delle scuole calcio e dell’attività di base, che potrà essere svolta solo con allenamenti con distanziamento e senza fasi agonistiche. Per quanto riguarda le attività indoor che si svolgevano negli impianti delle scuole, il Comune sta lavorando a un protocollo di sicurezza condiviso con gli istituti e le società per sciogliere il nodo delle sanificazioni. Queste ultime dovrebbero essere pagate direttamente dalle società per essere rimborsate, in un secondo momento, dall’amministrazione.
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