Nuovi interrogatori fino a martedì

28 Febbraio 2021

L’ex parlamentare resta in carcere a Vasto. Milo torna alla carica: «Sta male»

CELANO. Riprendono domani in tribunale gli interrogatori di garanzia per i 33 indagati nell’inchiesta di Celano. Davanti al gip, tra gli altri, il dirigente comunale Valter Specchio, difeso dagli avvocati Pasquale Milo di Avezzano e Alessandro Diddi di Roma. Gli interrogatori si concluderanno martedì, giorno in cui potrebbero arrivare le decisioni del gip. Quella più attesa riguarda l’ex senatore Filippo Piccone, rinchiuso da lunedì scorso nel carcere di Vasto. Il suo difensore, l’avvocato Antonio Milo, ha presentato un’istanza (accompagnata da un certificato medico) per chiedere gli arresti domiciliari in quanto Piccone «è gravemente malato». Ieri ha fatto sapere che «le condizioni sono in peggioramento». Piccone ha rassegnato le dimissioni da consigliere comunale con delega ai Lavori pubblici, e quindi anche da vicesindaco. Dimissioni che farebbero venire meno le esigenze cautelari: reiterazione del reato e inquinamento di prove. Il sindaco Settimio Santilli, invece, resta sospeso su decisione del prefetto Cinzia Torraco e, per ora, non ha alcuna intenzione di dimettersi. A Celano è arrivato il commissario Giuseppe Canale, ma il consiglio comunale rimane in carica.
Il gip Maria Proia dovrebbe pronunciarsi anche sulla richiesta del pm Lara Seccacini, che coordina l’inchiesta, in merito a ulteriori cinque misure cautelari per altrettanti dipendenti comunali già indagati. Si tratta di Nazzareno Caferra, responsabile del servizio manutenzione del Comune di Celano, Sante Rossi, Fabrizia Aveani dell’Ufficio ricostruzione e riqualificazione, Erica Cerasani e Daniela Santilli. Secondo l’ordinanza del gip del tribunale di Avezzano con il sistema Celano «il totale dei fondi pubblici destinato alle procedure turbate ammonta a circa 13 milioni di euro, suddivisi in 11 milioni di euro per l’esecuzione di lavori, un milione e mezzo di euro per le progettazioni e 500.000 euro per gli affidamenti dei servizi». Le procedure turbate sono state circa trenta. Le indagini, iniziate nel 2018, sono state portate avanti dai carabinieri del Nucleo investigativo dell’Aquila agli ordini del maggiore Edoardo Commandè. L’inchiesta ha portato a 25 misure cautelari – 8 gli arresti – mentre sono 33 gli indagati. Altre 23 persone sono state denunciate dai carabinieri. (r.rs.)