Nuovi turni, manca l’accordo

Dopo lo sciopero continua il braccio di ferro tra sindacati e azienda
SULMONA. Continua il braccio di ferro fra i vertici della Magneti Marelli e i sindacati sui nuovi turni. Nell’ultimo incontro-fiume di ieri, l’azienda non ha voluto accogliere la proposta della Fiom Cgil, che prevede al massimo 5 giorni lavorativi senza continuità fra il sabato e la domenica per 18 turni e 40 ore settimanali. «Noi abbiamo abbiamo ribadito la turnazione che rispetta il mandato dei lavoratori», spiegano Pietro Campanella e Alfredo Fegatelli. «L’azienda ha preso visione della nostra proposta e ha chiesto di poterla elaborare per verificare se è possibile applicarla operativamente, proponendo un aggiornamento a mercoledì prossimo». Si complica, dunque, la trattativa nel più grosso stabilimento produttivo del Centro Abruzzo che dà lavoro a 636 persone. Dopo lo sciopero record dei giorni scorsi, che ha raggiunto punte del 90 per cento (una novità assoluta per gli stabilimenti Fiat in Italia), l’ottimismo sembra già scemato. «Non abbiamo paura che l’azienda voglia prendere tempo - aggiungono Fegatelli e Campanella - ma temiamo che non voglia arrivare a nessun accordo. Diciamo questo dopo aver visto un atteggiamento altalenante. Per questo, riteniamo opportuno fissare nuove assemblee coi lavoratori per valutare alcuni percorsi già elaborati da mettere in campo». Il riferimento è ad altre iniziative di protesta che rischiano di compromettere la continuità produttiva in un periodo delicato come quello estivo. Nell’incontro programmato per la prossima settimana dovrà arrivare la sintesi, dunque, altrimenti si continua con gli scioperi dopo le adesioni record in Italia dei giorni scorsi. Il nodo restano sempre i 18 turni e i sabati e le domeniche lavorative con continuità di turnazione. Soluzione mai piaciuta alle tute blu della fabbrica sulmonese.
Federica Pantano
©RIPRODUZIONE RISERVATA

