Nuovo affondo della Fiom: «Dati approssimativi»

26 Ottobre 2018

L’AQUILA. Si accende lo scontro tra la Fiom e i vertici dell’Accord Phoenix. Il primo ad attaccare è stato il sindacato, che ha sollevato dubbi sulle lavorazioni che avvengono all’interno dello...

L’AQUILA. Si accende lo scontro tra la Fiom e i vertici dell’Accord Phoenix. Il primo ad attaccare è stato il sindacato, che ha sollevato dubbi sulle lavorazioni che avvengono all’interno dello stabilimento, ma anche sullo stato finanziario della società. L’azienda ha risposto, ribattendo punto su punto e garantendo sulla sicurezza di lavoratori e ambiente e sulla fase di crescita ormai avviata. Ma la Fiom rincara la dose: «Apprezzabile la solerzia con la quale l'azienda ha risposto al nostro comunicato», dicono le segreterie provinciale e regionale della Fiom-Cgil, «ma come sempre sono stati snocciolati numeri privi di riferimenti». Il sindacato prende di mira le dichiarazioni del direttore generale Francesco Baldarelli: «Secondo Baldarelli in questi mesi sono state lavorate le seguenti tonnellate di materiale: 377 tonnellate di flat-screen televisori non a tubo catodico, 2500 tonnellate di materiale elettronico misto, 222 tonnellate di cavi, una decina di tonnellate di lampade. Quindi prendendo il dato “spannometrico” delle lampade dovrebbero essere state lavorate 3109 tonnellate di materiale. Inoltre, sono state prodotte: 963 tonnellate di ferro, 88 tonnellate di rame 700 tonnellate di plastica 140 tonnellate di alluminio. Facendo due conti», sottolinea la Fiom, «sono state prodotte 1891 tonnellate. Fermo restando che non si capisce se siano state effettivamente collocate sul mercato o se devono ancora essere collocate, lo scarto di 1218 tonnellate da che cosa è composto e soprattutto dove è stato stipato? E se, eventualmente, le tonnellate prodotte non sono state vendute, dove viene immagazzinato il materiale prodotto?». Quindi l'affondo: «Aspettiamo pazienti», aggiunge la Fiom, «il deposito del bilancio 2017. Per quanto riguarda le assunzioni, numeri e platea sono da tempo noti: quindi c'è da chiedersi a quale tavolo faccia riferimento oggi l'azienda. Se poi Baldarelli pensa che l'azienda stia subendo pressioni per le assunzioni, dovrebbe fare un solo atto, anzi due: il primo andare alla Procura e denunciare chi sta facendo pressioni, il secondo evitare la presenza costante dei sindacalisti esterni in azienda; a tal proposito è opportuno precisare che la Fiom entra in azienda solo per gli incontri ufficiali o per le assemblee dei lavoratori».
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