«Nuovo Comune, che fa De Angelis?»
L’opposizione (Verdecchia e Carpineta) incalza il sindaco
AVEZZANO. Cosa farà l'amministrazione comunale riguardo alla vicenda del nuovo municipio di Avezzano? A chiederselo è l'opposizione, che ha presentato un’ interrogazione in vista del prossimo consiglio comunale che si terrà alla fine di aprile. Le vicende che hanno interessato il Contratto di quartiere, quelle giudiziarie ma anche quelle amministrative, sembrano riproporsi anche a questa amministrazione guidata da Gabriele De Angelis. I consiglieri di opposizione Roberto Verdecchia e Cristian Carpineta chiedono quale sarà la linea adottata su quella che è ancora definita una cattedrale nel deserto costata alle casse comunali oltre 6 milioni di euro. «Alle istanze del Comune», affermano i due consiglieri, «la Irim srl, consorzio che avrebbe dovuto realizzare l’opera, ha opposto richiesta di arbitrato sollevando numerosi addebiti in capo all’ente, e ha ventilato pretese risarcitorie per svariati milioni di euro». La costruzione del nuovo municipio era incardinata in un progetto più ampio, da realizzarsi grazie a un programma ministeriale per la rivitalizzazione delle periferie urbane, e che prevedeva la realizzazione di opere di urbanizzazione e di un parcheggio interrato da realizzare su un terreno comunale. Nel progetto c'erano anche la realizzazione di 11 edifici residenziali e una struttura commerciale. «L’amministrazione Di Pangrazio», continuano, «oltre ad avere rilevato che la convenzione iniziale era assolutamente carente degli elementi essenziali nell’importo iniziale pari a 6 milioni di euro, aveva anche disposto l’annullamento degli atti assunti dalla precedente amministrazione in autotutela, provvedimento però annullato dal Tar in quanto sarebbe stato “adottato a distanza di un periodo di tempo non ragionevole”». I consiglieri chiedono se sussista l’interesse al recupero delle somme da parte dell’amministrazione «nei confronti dei presunti responsabili obbligati in solido tra loro e se sì con quali modalità». Chiedono inoltre «se vi sia stata formale messa in mora dei tre e, nell’ipotesi, quale sia stata l’eventuale loro risposta». Infine se si «intenda nominare un altro professionista per ribadire la formale costituzione della parte civile del Comune e quali siano le intenzioni dell’amministrazione riguardo al completamento dell’opera».
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