Nuovo municipio, danni per un milione

Approvata la delibera di giunta per l’azione legale: risarcimenti chiesti ai tre imputati condannati in primo grado per truffa
AVEZZANO. Il Comune avvia le procedure per recuperare un milione di euro dopo le condanne per truffa sulla vicenda giudiziaria del nuovo municipio. Una delibera di giunta ha predisposto l’azione legale per ottenere eventuali risarcimenti dagli imputati condannati in primo grado. L’ente guidato dal sindaco Gabriele De Angelis si costituirà anche parte civile nel processo di secondo grado.
In sostanza, l’amministrazione comunale di Avezzano ha deliberato di conferire un incarico per avviare tutte le iniziative legali nei confronti delle persone condannate dal giudice delle indagini preliminari del tribunale di Avezzano Maria Proia, il 24 novembre 2016.
La vicenda si trascina ormai da oltre 15 anni, quando la giunta guidata dall’allora sindaco Antonio Floris presentò il progetto per la realizzazione di un edificio in via Aldo Moro. Nel 2007 venne presentata una variante progettuale e col passare degli anni, per l’opera che sarebbe dovuta costare sei milioni di euro, le spese raddoppiarono.
Nel giudizio di primo grado, il Comune di Avezzano si è costituito parte civile e, difeso dall’avvocato Leonardo Casciere (oggi consigliere comunale all’opposizione), ha ottenuto la condanna degli imputati al risarcimento. I danni, secondo il gip, devono essere liquidati in un separato giudizio civile, ferma restando l’immediata disposizione di una provvisionale di un milione di euro a carico di tutti gli imputati in solido. Si tratta di Goffredo Mascitti (costruttore), Paolo Santoro (architetto), Massimo De Sanctis (dirigente del Comune). Lo scopo dell’amministrazione comunale è recuperare le somme giudizialmente riconosciute all’ante a titolo di risarcimento danni, ma anche ottenere il possesso dell’immobile da destinare a sede degli uffici comunali nell’ambito dell’intervento urbanistico denominato “Contratto di quartiere II”. Tutto ciò definendo i rapporti contrattuali con la società Irim srl (consociata di imprenditori locali che si erano costituiti in associazione temporanea d’impresa e che avevano effettuato i lavori, poi sospesi in seguito all’inchiesta) nei termini previsti dalla normativa con ulteriori provvedimenti a tutela del pubblico interesse. Inoltre, l’intenzione è quella di garantire nel giudizio penale di secondo grado la difesa del Comune costituitosi parte civile.
È infatti pendente davanti alla Corte d’Appello dell’Aquila il processo penale riguardante la vicenda dell’intervento urbanistico. Di fatto uno degli obiettivi del Comune è anche quello di accertare il computo dei lavori effettivamente eseguiti prima del fermo.
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