Nuovo municipio, ecco il progetto Il sindaco: «Sarà pronto nel 2025»

Presentato il piano di rilancio della storica incompiuta della città: a breve l’assegnazione dei lavori Di Pangrazio detta i tempi: «L’obiettivo è trasferire tutti gli uffici comunali entro un anno e mezzo»
AVEZZANO. L’obiettivo è quello di riunire tutti gli uffici comunali nel nuovo municipio a partire dal primo gennaio 2025. Lo ha scandito a chiare lettere il sindaco Gianni Di Pangrazio, nel corso di una giornata che presenta tutti i crismi per definirsi storica: c’è il progetto esecutivo per il recupero della più grande incompiuta della città, un’opera ferma al palo da quasi venti anni e finita al centro di ritardi e inchieste giudiziarie. L’attuale amministrazione, dopo aver archiviato il contenzioso con Irim, ha puntato forte sul rilancio dell’edificio grazie a un investimento da 7,5 milioni, 5 dei quali ottenuti dal Pnrr e altri due e mezzo con un mutuo acceso con Cassa depositi e prestiti. E seppur la strada che porta al rilancio sia ancora lunga, Di Pangrazio ha rivendicato con forza il risultato ottenuto, elogiando l’operato della maggioranza: «Era un impegno preso in campagna elettorale, un lavoro impegnativo portato avanti dai consiglieri, che ringrazio per il loro profondo e risolutivo interesse per una vicenda cruciale per la città. Quando abbiamo risolto il lodo arbitrale anche grazie all’ex assessore De Cesare, abbiamo dimostrato di voler fare sul serio. Ora l’obiettivo è terminare i lavori a fine 2024».
Uffici in un’unica sede
Secondo la tabella di marcia stilata da palazzo di città, gli uffici comunali (attualmente dislocati in quattro diverse sedi) saranno ospitati nella struttura di via Aldo Moro dal 2025. Il tutto con evidenti risparmi in termini economici (si stimano 50mila euro al mese ma le valutazioni sono ancora in corso). Le tempistiche del piano di resilienza sono rigide e il finanziamento quinquennale non lascia ampie vie di fuga. Il Comune ha indicato a fine 2024 il termine dei lavori: la gara di appalto per individuare la ditta incaricata degli interventi è in fase di predisposizione ma i tempi si annunciano brevi e il cantiere potrebbe essere avviato già entro l’anno. Ieri a prendersi la scena è stato il progetto esecutivo firmato dallo Studio Paris engineering. Tutte le persone che hanno lavorato alla progettazione (una quarantina, per lo più giovani) hanno riempito i banchi della sala consiliare per la presentazione ufficiale.
I numeri
«Più che di un recupero, parlerei di una vera e propria rigenerazione urbana», esordisce Livio Paris, responsabile tecnico della società. «Non abbiamo stravolto l’architettura iniziale ma l’abbiamo resa più moderna, efficiente e uniforme ai criteri attuali», aggiunge. La struttura di 9.300 metri quadrati, realizzata con materiali eco-compatibili, presenta sei piani divisi in tre aree funzionali con 252 postazioni di lavoro. Sarà il cuore pulsante dell’attività amministrativa, mentre lo storico palazzo in piazza della Repubblica resterà la casa politica della città. Il nuovo municipio ospiterà gli uffici dell’Agenzia delle entrate, la segreteria generale e un'area commerciale. Al quarto piano gli uffici di sindaco, vicesindaco e assessori e una sala consiliare con una capienza di 85 posti. Spazi anche per il co-working. «Alla base del restyling delle facciate esterne», prosegue Paris, «c’è l’idea di creare un dialogo visivo tra il luogo simbolo della città e i monti che abbracciano il territorio avezzanese e che si specchiano con il loro originale skyline all’esterno dell’edificio stesso».
Il quartiere
Ma il completamento del nuovo municipio, prevista dal contratto di quartiere, si pone anche l’obiettivo di riqualificare e rilanciare il popoloso quartiere della Pulcina. La struttura, mai entrata in funzione e in abbandono ormai da un ventennio, è finita spesso al centro di episodi di degrado e vandalismo. Lo sa bene don Antonio Salone, parroco del Santo Spirito e storico attivista per il recupero dell’edificio: «Il quartiere», dice, «si è battuto per anni per portare a termine questa opera cruciale per la rinascita dell'area della Pulcina e di Scalzagallo».
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