Nuovo municipio, il Tar boccia la giunta

14 Febbraio 2017

Accolto il ricorso dell’Irim: non validi gli atti di autotutela. E l’opera da 6 milioni resta incompiuta

AVEZZANO. S’ingarbuglia la vicenda per il completamento del nuovo municipio di Avezzano. Finora il Comune ha speso sei milioni, ma l’opera non è stata conclusa e stando alla decisione del Tar, probabilmente, dovrà sostenere ulteriori costi. Il Tar, infatti, ha bocciato la decisione dell’amministrazione Di Pangrazio che aveva, con un atto di autotutela, deciso di annullare tutte le risoluzioni di variante approvate dalla precedente amministrazione comunale, presieduta da Antonio Floris. L’attuale giunta aveva adottato l’annullamento perché per l’affidamento delle opere in variante non era stata avviata una regolare gara di affidamento dei lavori. Il Tar, invece, ha dato ragione al Consorzio di imprese, denominato Irim, che aveva impugnato gli annullamenti. Secondo il Tar, l’atto di autotutela dell’amministrazione è illegittimo «per essere stato adottato a distanza di un periodo di tempo non ragionevole». Il progetto per la costruzione del nuovo municipio s’inquadrava in un programma ministeriale per la rivalorizzazione delle periferie urbane. La convenzione tra Comune e Irim prevedeva la realizzazione di opere di urbanizzazione e di un parcheggio interrato da realizzare su un terreno comunale. Le opere, secondo l’accordo, dovevano rimanere di proprietà pubblica. Inoltre, era prevista la realizzazione di un edificio comunale che sarebbe rimasto, tranne il piano terra, all’amministrazione comunale che vi avrebbe ospitato la nuova sede del municipio. Il progetto prevedeva anche la realizzazione di 11 edifici residenziali e un ristorante. Con varie delibere, emanate tra il 2006 e il 2011, la giunta Floris aveva approvato due varianti al progetto, stralciando, per mantenere invariati i costi, l’impiantistica della struttura. Dal 2012, però, i lavori sono stati sospesi quando la somma sborsata dal Comune ammontava a oltre 6 milioni. Nel lasso di tempo compreso tra il 2012 e il 2016, mentre la Procura della Repubblica aveva avviato un’indagine sulla vicenda (conclusasi in primo grado con un’assoluzione e cinque condanne) ipotizzando l’accusa di truffa, non erano state adottate altre decisioni per il completamento delle opere. Solo lo scorso anno il consiglio comunale aveva dato mandato alla giunta di annullare tutti gli atti in relazione all’approvazione e all’esecuzione al Contratto di quartiere II. Secondo il consiglio comunale, gli atti stipulati erano viziati da illegittimità. Successivamente all’atto di autotutela il Comune aveva, con un’ordinanza, intimato al Consorzio Irim il rilascio dei terreni e dell’immobile incompiuto. Ma anche quest’ordinanza è stata annullata dal Tar che ha accolto le tesi dei legali dell’Irim, Vittoriano Frigioni e Roberto Colagrande.

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