Nuovo murale dedicato a Ovidio

Per l’opera di Kiki Skipi scelta la facciata di un palazzo in viale delle Metamorfosi
SULMONA. Sono iniziati i lavori del nuovo murale ovidiano, con l’artista Kiki Skipi che interpreta un mito tratto dalle Metamorfosi di Ovidio. Si tratta del più grande dipinto murale finora realizzato a Sulmona. È già possibile seguire i lavori in diretta, raggiungendo l’edificio polifunzionale del contratto di quartiere, in viale delle Metamorfosi, dove l’artista è in piena attività. «I lavori termineranno tra una settimana circa ma possiamo preannunciare che il murale rappresenterà il mito di Piramo e Tisbe, tratto ancora dalle Metamorfosi di Ovidio; un archetipo delle storie d’amore contrastate come quella di Romeo e Giulietta», afferma il presidente di Sulmona international film festival, Marco Maiorano, che porterà avanti il progetto grazie al riscontro positivo finora ottenuto. Una storia molto simile a quella di Giulietta e Romeo quella scritta da Ovidio molto tempo prima sul mito di Piramo e Tisbe, due giovani innamorati di Babilonia, costretti per l’opposizione dei genitori a parlarsi attraverso un foro del muro divisorio delle loro abitazioni. Un giorno i due ragazzi decidono di darsi appuntamento fuori dalle mura della città. Tisbe, uscita furtivamente da casa e giunta per prima al luogo convenuto, è costretta a fuggire dall’apparizione di una leonessa; nella fuga le cade dalle spalle il velo, che l’animale, reduce dalla strage di un gregge, lacera, macchiandolo di sangue. Piramo, alla vista del velo insaguinato, si convince che la sua amata sia rimasta uccisa; sconvolto, anche perché si ritiene colpevole di quella morte, si uccide con il suo pugnale. Tisbe, uscita dal suo nascondiglio, trova il corpo del suo giovane innamorato agonizzante e comprende l’equivoco che lo ha spinto al suicidio. Disperata, decide di darsi a sua volta la morte, lasciandosi cadere sulla lama del pugnale ancora calda di sangue. Prima di spirare, invoca una sepoltura comune ed esorta il gelso a continuare a produrre i frutti di quel colore fosco, a ricordo perenne di quell’amore infelice. I due giovani sono sepolti insieme e il loro tragico amore sarà per sempre ricordato dal mutamento di colore dei frutti del gelso. (c.l.)
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