Nuovo ospedale Dopo lo stop ai lavori l’Asl convoca la ditta

Il direttore generale Tordera vuole vederci chiaro: «Incontro per stabilire i tempi di ripresa del cantiere»
SULMONA. Il direttore generale dell’Asl, Rinaldo Tordera, ha convocato per la prossima settimana i responsabili della Inso, l’azienda a cui fanno capo tutte le varie ditte impegnate nei lavori all’ospedale dell’Annunziata. All’indomani della segnalazione del Centro sull’inspiegabile situazione che vede il cantiere per la realizzazione del nuovo ospedale di Sulmona fermo da quasi due mesi, il direttore generale Rinaldo Tordera prende di petto la vicenda annunciando un incontro chiarificatore con l’impresa assegnataria del lavori. «Dopo la richiesta di chiarimento, inviata già nei giorni scorsi dall’ufficio tecnico alle imprese, ho compiuto personalmente una verifica e ho constatato che vi è un effettivo rallentamento dei lavori», ha chiarito Tordera, «per questa ragione ho convocato con urgenza, già per la prossima settimana, la capogruppo Inso, a cui fanno capo le ditte impegnate. L’incontro che avrò nei prossimi giorni con Inso, oltre al chiarimento sulle cause del rallentamento dei lavori per la realizzazione del nuovo presidio, servirà a definire le modalità operative per la prosecuzione degli interventi riallineandoli, come tempistica, alla tabella di marcia prevista dal cronoprogramma». Il cronoprogramma stabilito al momento dell’avvio dei lavori prevede la realizzazione dei due blocchi del nuovo edificio in due anni. In 14 mesi è stato previsto il tempo da impiegare per realizzare il corpo “A” e in 10 mesi il tempo che occorre per realizzare invece il blocco “B”. Ma la tensione negli ambienti ospedalieri resta comunque alta per il mancato collaudo delle sale operatorie, ormai ultimate da mesi, che non possono essere utilizzate solo per problemi burocratici. Sale operatorie che risolverebbero tantissimi problemi e che accorcerebbero sensibilmente le lunghe liste di attesa a cui sono costretti gli utenti che necessitano di interventi chirurgici, e che aspettano da mesi di essere operati. E poi le gravi carenze di personale che affliggono le divisioni ospedaliere e i servizi, con i primari che sono sul piede di guerra, perché non riescono a mandare avanti i loro reparti, con gravi ripercussioni sugli utenti. E se a tutto questo si aggiunge la decisione del governo regionale di declassare l’ospedale dell’Annunziata da ospedale di primo livello a ospedale di base, il quadro è completo. E non è certo un bel quadro per i residenti dell’Abruzzo interno.
Claudio Lattanzio
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