Nuovo ospedale e poco personale Le richieste alla Lorenzin

2 Dicembre 2016

Oggi il ministro visita la struttura di Avezzano, sul tappeto c’è il caso di neurochirurgia Riflettori puntati anche sui reparti sovraffollati e sul rinnovo dei contratti ai precari

AVEZZANO. La sanità marsicana si trova a vivere un momento difficile ed è a un punto cruciale per quanto riguarda il futuro assetto territoriale. La visita del ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin (Nuovo centrodestra), che questa mattina, alle 9.30, sarà all’ospedale di Avezzano, rappresenta un momento importante affinché il territorio possa far sentire la propria voce tramite i propri rappresentati politici evidenziando le criticità e le difficoltà che i pazienti marsicani sono costretti a vivere quotidianamente. Sono tante le problematiche che interessano la principale struttura sanitaria marsicana e quelle più importanti saranno sottoposte alla Lorenzin che torna in Marsica per la seconda volta dopo la visita che c’è stata ai primi di ottobre a Cappadocia.

NUOVO OSPEDALE.

Sarà il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, ad accogliere il Ministro, accompagnata dal sottosegretario Federica Chiavaroli, dall’onorevole Filippo Piccone, dal manager della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Rinaldo Tordera, e dalle figure istituzionali come il presidente del consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio e i consiglieri regionali marsicani. Si parlerà del nuovo ospedale, un argomento caldo visto che nell’ultimo consiglio comunale, alla presenza dell’assessore regionale Silvio Paolucci, è stato deliberato all’unanimità il documento che individua le aree dove verrà realizzato. Il vecchio ospedale, oltre a presentare una grossa criticità dal punto di vista strutturale nell’ala B, ha grosse carenze dal punto di vista alberghiero, con reparti dotati solo di bagni comuni spesso misti per uomini e donne e assenza di spogliatoi per infermieri e dipendenti.

NEUROCHIRURGIA.

Il tema più scottante sarà senza dubbio quello riguardante la chiusura del reparto di Neurochirurgia, disposta questa estate dal primario dell’Aquila, Renato Galzio, in modo provvisorio, ma mai più riaperto. Già a Cappadocia il ministro si era impegnato con il Centro a dare risposte in merito sulla questione dopo aver studiato i documenti. Per ora non si è pronunciata. Numerose le polemiche legate alla mancanza di un servizio “salva vita” che vede costretti pazienti gravi a continui viaggi di emergenza fino all’Aquila.

SOVRAFFOLLAMENTO.

Il pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano è il secondo per numero di ingressi dell’intera regione, considerando anche i numeri che arrivano dai punti di primo intervento di Tagliacozzo e di Pescina. Deve far fronte a un bacino di utenza di circa 150mila abitanti per la Marsica oltre a quello proveniente dalle zone limitrofe come il Reatino. Le file al pronto soccorso spesso diventano interminabili. Problemi ci sono anche per la carenza di posti letto e spesso i pazienti vengono trasferiti in altri ospedali proprio per tale motivo.

PERSONALE.

La carenza di infermieri e in alcuni casi personale medico è uno dei temi più a cuore dei sindacati che evidenziano in continuazione la necessità di potenziare l’organico di diversi reparti. Spesso i dipendenti sono costretti a turni estenuanti e nei periodi estivi, in vista delle ferie, ogni anno si rischia il tracollo di servizi e unità operative.

LISTE D’ATTESA.

Per quanto riguarda le liste d’attesa per prestazioni, la Asl da quasi due anni ha attivato la corsia preferenziale per i casi urgenti, stabiliti dal medico di famiglia per ogni paziente. I tempi sono molto brevi e si viene visitati oppure sottoposti a accertamenti nel giro di due o tre giorni. Per i casi non urgenti, però, le difficoltà restano e i tempi d’attesa sono chilometrici.

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