Nuovo ospedale, furia Marsilio: «Il manager Asl ha perso tempo»

Chiesto un chiarimento a Testa sui ritardi che caratterizzano il progetto tanto atteso nella Marsica La polemica suona come un atto di sfiducia e si aggiunge a quella innescata da D’Eramo (Lega)
AVEZZANO. All’inizio era Luigi D’Eramo a mostrare segnali d’inquietudine: «Tutti i lavori di potenziamento delle strutture e dei servizi dell’Asl sono pesantemente in ritardo. Una responsabilità precisa del manager, Roberto Testa, che rischia di avere forti ripercussioni in caso di ulteriore recrudescenza del coronavirus». Alcune tra le tante parole “firmate” dal deputato leghista. Stavolta il direttore generale dell’Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila finisce nel mirino delle alte sfere della Regione Abruzzo.
Il presidente Marco Marsilio ha inviato una durissima lettera per contestare gravi ritardi sulla progettazione del nuovo ospedale di Avezzano. La vecchia struttura, in tempi di campagna elettorale definita «la più pericolosa d’Abruzzo» dallo stesso Marsilio, ha mostrato gravissime carenze con l’emergenza pandemica e quindi, a detta del governatore, non c’era tempo da perdere per arrivare, in futuro, a posare la prima pietra. Marsilio (Fratelli d’Italia) l’ha detto chiaramente nella lettera spedita a tutto lo stato maggiore dell’Asl e, per conoscenza, all’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, e al direttore del Dipartimento sanità della Regione, Claudio D’Amario. Il 13 novembre scorso, di fronte ai sindaci marsicani, la Regione aveva assicurato la disponibilità immediata di oltre 80 milioni di euro per il nuovo ospedale. Il 12 gennaio il sindaco Gianni Di Pangrazio, anche alla luce delle bufere abbattutesi sulla sanità locale (i riflettori si sono accesi anche a livello nazionale su diverse inefficienze) aveva tuonato sui ritardi perché a suo dire l’Asl sosteneva una cosa e la Regione un’altra.
Marsilio, con il documento (pubblicato a destra in questa pagina), fa chiarezza e scarica ogni colpa su Testa. «Ricevo oggi comunicazione (la nota è datata 8 febbraio, ndr)», sottolinea il presidente della Regione Abruzzo, «che in qualità di direttore generale dell’Asl1 lei ha invitato il Rup (responsabile unico del procedimento, Stefano Filauri, ndr) a concludere le procedure di affidamento dello studio di fattibilità-economica per la realizzazione del nuovo ospedale di Avezzano. Nel rallegrarmi per la notizia, alla quale spero il Rup dia sollecita esecuzione, non posso non manifestare il rammarico e l’amarezza per il tempo trascorso inutilmente».
È un chiaro attacco frontale nei confronti del manager Testa, nome fortemente sponsorizzato da Marsilio e dagli ambienti vicini a Fratelli d’Italia. Che sia un atto di sfiducia? Continua la lettera: «Ho sollecitato più volte la direzione aziendale a dare seguito alla gara affidando la progettazione, dopo essermi reso conto che questa era ferma da mesi in attesa di non meglio specificati approfondimenti istruttori. Più volte ho promosso incontri operativi tra Asl e Dipartimento, anche insieme all’assessore Verì, per verificare se vi fossero ostacoli. Il dipartimento ha, sin dal mese di novembre, chiarito che la Asl era autorizzata a fare l’affidamento, e sin da allora annunciai che era tutto pronto per procedere. Lo stesso riferimento normativo che lei cita nell’invito odierno a supporto giuridico della facoltà di procedere da parte del Rup, il decreto Sbloccacantieri, è del giugno 2019, e la recente novella di fine anno proroga semplicemente anche per il 2021 la facoltà già concessa per il 2019 e il 2020 (e che la Asl non aveva sfruttato) secondo la quale i soggetti attuatori di opere sono autorizzati o avviare le procedure di affidamento della progettazione o dell’esecuzione dei lavori nelle more dell’erogazione delle risorse assegnate agli stessi e finalizzate all’opera con provvedimento legislativo o amministrativo».
Marsilio precisa dunque che «vi era un finanziamento assicurato da provvedimento legislativo, una norma di semplificazione che autorizzava ad avviare persino l’esecuzione dei lavori (figuriamoci un semplice piano di fattibilità) vigente da oltre un anno, un’esplicita autorizzazione del Dipartimento salute a coprire la spesa, l’impegno di presidente e assessore pubblicamente annunciato in tal senso. Se non si fosse perso tempo a fare pletorici e ultronei approfondimenti istruttori, oggi avremmo già il progetto pronto che, come le è stato ricordato più volte, costituisce requisito fondamentale per attingere a cospicui finanziamenti ministeriali per realizzare l’intervento».
Quindi, per finire, la richiesta di chiarimenti: «Ritengo doveroso, da parte sua, mettermi a conoscenza di quali fatti abbiano impedito fino a oggi, e almeno a far data dall’inizio di novembre 2020, di dare seguito alla conclusione del procedimento, e nel caso, quali siano i nuovi accadimenti che hanno reso possibile oggi quello che per mesi è stato ritenuto impossibile. Soprattutto, vorrei capire cosa ostava ad avvalersi dei contenuti del decreto-legge Sbloccacantieri che consentivano di procedere sin dal giorno successivo della chiusura della gara e dell’approvazione della relativa graduatoria».

