Nuovo ponte Belvedere, ditta esclusa chiede i danni

24 Marzo 2021

Unirest ricorre al Tar dopo la bocciatura del progetto di finanza per la struttura L’unica impresa che aveva presentato un piano estromessa a luglio del 2020

L’AQUILA. Avrà uno strascico giudiziario la bocciatura del progetto di finanza per la demolizione e ricostruzione di Ponte Belvedere.
La società Unirest, unica impresa che alla fine aveva presentato il progetto e che si era vista improvvisamente esclusa, ha presentato un ricorso al Tar per chiedere i danni al Comune dell’Aquila. Nel luglio del 2020, infatti, la Unirest aveva dovuto prendere atto della determinazione dirigenziale “recante dichiarazione di inammissibilità della proposta di finanza di progetto avanzata per la sostituzione del Ponte Belvedere”. L’impresa sin dal primo momento non fece mistero del fatto che le motivazioni alla base di quella decisione non erano convincenti. Come noto dal luglio 2020 (quindi subito dopo la dichiarazione di inammissibilità) il progetto ponte Belvedere subì un’accelerazione (fu scartato anche il progetto di una archistar) e tra pochi giorni, con molta probabilità, si arriverà all’assegnazione dell’appalto di circa 4 milioni di euro che prevede la “semplice” sostituzione del vecchio viadotto con un ponte strallato. La notizia del ricorso al Tar la si legge sull’albo pretorio del Comune dell’Aquila dove ieri è stata pubblicata la delibera di giunta che autorizza l’Avvocatura a resistere in giudizio.
LA STORIA. Il progetto di finanza dichiarato inammissibile nel luglio 2020 nasceva dalla delibera di giunta 293 dell’8 luglio 2019 con la quale si sollecitava il dirigente del settore ricostruzione beni pubblici a predisporre un avviso pubblico per un progetto di finanza, nel quale inserire, tra gli altri, i lavori di sostituzione del Ponte di Belvedere. L’avviso, oltre al ponte Belvedere, prevedeva la possibilità di realizzare le seguenti opere: riqualificazione strutturale e architettonica del Ponte di Sant’Apollonia (quello su via XX Settembre) e costruzione di un parcheggio interrato su via XX Settembre. Inizialmente giunsero 8 proposte, ma quando si andò a stringere rimase solo quella della Unirest acquisita in data 3 dicembre 2019. A quel punto il Comune cominciò a fare le pulci al progetto Unirest e il 22 gennaio 2020 venne comunicato alla ditta “il mancato avvio del procedimento” con la “richiesta di documentazione integrativa con conseguente sospensione dei termini”. La vicenda è andata avanti per mesi sempre sul filo di continue richieste di integrazioni e di chiarimenti su altre questioni tecniche. Alla fine, con motivazioni che alla Unirest sono apparse evidentemente strumentali, il Comune ha cancellato tutto. Da qui la richiesta di danni su cui decideranno i giudici amministrativi.
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